Sesto, in arrivo una mazzata sul CoRe: il Tar Lombardia boccia il ricorso sul rimborso di 8 milioni chiesto dall’autorità per l’Energia

Inceneritore   SESTO SAN GIOVANNI


Stangata in arrivo per i Comuni consorziati nel CoRe, la società di smaltimento dei rifiuti urbani. Il Tar ha bocciato il ricorso della società contro il rimborso di otto milioni di euro incassati come incentivi senza averne diritto ed ora chiesti indietro. Una mazzata per i Comuni consorziati. Solo a Sesto San Giovanni spetterebbe pagare oltre 3 milioni e con le casse vuote c’è da piangere!

La risposta del Tar negativa è stata registrata dal CoRe, che tramite il suo amministratore delegato, ha emesso un comunicato ufficiale sulla vicenda, preannunciando il ricorso al Consiglio di Stato, ma lo spauracchio di dovere pagare una cifra spropositata resta. Ecco il comunicato del CoRe.

Respinto dal TAR Lombardia il ricorso di CORE SpA in merito alla vertenza Cip6 – ricorso in appello al Consiglio di Stato

Nel prendere atto della sentenza di I grado del TAR Lombardia – Milano n. 864/2014 in data 2 Aprile 2014, la quale respinge il ricorso proposto dal Consorzio CORE S.p.A. avverso i provvedimenti dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas di recupero di una parte degli incentivi percepiti negli anni 2001-2010 per la produzione di energia elettrica in base al regime CIP 6/92, il Consorzio CORE  S.p.A., per tramite dell’Amministratore Unico Marco Luigi Cipriano, comunica di aver dato mandato ai suoi legali di presentare ricorso in appello al Consiglio di Stato, chiedendo la immediata sospensione della pronunzia del TAR.
Va comunque sin d’ora ribadito che il Consorzio CORE S.p.A. ha beneficiato dei succitati incentivi nel rispetto della normativa all’epoca vigente, degli accordi contrattuali stipulati con il Gestore della Rete (GRTN/GSE) e dei controlli da esso Gestore effettuati. Incentivi che sono stati utilizzati nell’interesse pubblico, sia in termini di riduzione dei costi dell’attività di smaltimento, sia in termini di riduzione
della relativa tariffa per i cittadini.
Le pretese avanzate dalla Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas di restituzione di una parte degli incentivi a suo tempo percepiti dal Consorzio CORE non si fondano, infatti, né sull’accertamento della violazione della normativa all’epoca vigente, né sull’accertamento tecnico di minori quantità di energia elettrica prodotta rispetto a quella incentivata, ma sono basate solo su una diversa interpretazione postuma e del tutto opinabile della nozione dei c.d. “servizi ausiliari” per la produzione di energia elettrica, la cui determinazione, non essendo all’epoca specificamente disciplinata, era espressamente rimessa dalla normativa agli accordi contrattuali con il Gestore della Rete. Gli argomenti che evidenziano la regolarità degli incentivi percepiti saranno ovviamente portati all’attenzione del Consiglio di Stato, confidando in un loro definitivo accoglimento. Per ogni altro risvolto della vicenda, l’Amministratore Unico, si riserva di esaminare con i Soci eventuali ulteriori iniziative al fine di tutelare la società.
CORE S.p.A., l’Amministratore Unico Marco Luigi Cipriano.

 



Categorie:Cronaca

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