La moschea di Sesto fa le prime “vittime”: il sindaco Chittò ribadisce la regolarità della struttura e sconfessa il centrodestra

Il sindaco Monica Chittò

  SESTO SAN GIOVANNIEra inevitabile: gli attacchi “forzati” contro la moschea prefabbricata di via Luini si capivano da lontano essere una forzatura politica. E il sindaco Monica Chittò, documenti alla mano, ha smentito tutti i componenti del centro destra che hanno cavalcato questo argomento per fare aumentare l’audience elettorale, a partire dagli assessori regionali per finire ai candidati a sindaco. Ecco il comunicato dell’Amministrazione comunale:

In merito alla presa di posizione dell’Assessore regionale Beccalossi e del Consigliere comunale Lamiranda sulla presunta illegittimità della struttura temporanea di via Luini, concessa al Centro Culturale Islamico di Sesto San Giovanni in attesa della realizzazione della struttura definitiva, il Sindaco di Sesto San Giovanni Monica Chittò dichiara chele argomentazioni tecniche addotte per chiedere l’abbattimento non hanno alcun fondamento giuridico, ma solo una finalità politica ed elettorale”.

I due esponenti sostengono che la struttura è stata realizzata dopo l’entrata in vigore della legge regionale 2/2015 e che, avendo carattere provvisorio, andrebbe demolita entro 90 giorni dalla sua realizzazione. Le argomentazioni non hanno alcun fondamento e peraltro la legge regionale – già dichiarata in parte illegittima dalla Corte Costituzionale – non è ancora applicabile.

La concessione dell’area di via Luini è stata prevista dal Comune di Sesto San Giovanni con la delibera di Consiglio Comunale 8 del 1 marzo 2012, quindi tre anni prima della legge regionale. In seguito alla delibera del 2012, Regione Lombardia è stata convocata per la Conferenza dei servizi per le autorizzazioni del caso, senza sollevare alcuna obiezione sul procedimento. Tutti gli atti comunali del 2015, successivi alla legge regionale, sono dunque solo l’aggiornamento e l’integrazione di quelli approvati tre anni prima.

Anche riguardo la richiesta dell’abbattimento della struttura provvisoria mancano le basi giuridiche: la struttura, infatti, non rientra affatto nella categoria delle “opere precarie” o “temporanee”. La legge nazionale prescrive infatti che le strutture temporanee possano essere realizzate senza alcuna autorizzazione comunale, mentre nel caso in questione la struttura è stata regolarmente autorizzata dal Comune.

La correttezza della procedura utilizzata dal Comune è lampante – ha concluso il Sindaco Monica Chittò – e, di fronte a queste evidenti strumentalizzazioni nei rilievi di Regione, mi pare assolutamente evidente il fine politico ed elettorale della levata di scudi da parte della destra contro la struttura di via Luini. Battere il tamburo della propaganda può essere utile per attirare l’attenzione nei mesi precedenti la campagna elettorale, ma non lo è per governare una città di più di 80mila abitanti con senso di responsabilità e risultati efficaci sul piano della sicurezza e del rispetto delle regole“.

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Categorie:Attualità

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