Cinisello, polemica sulla via Martiri Palestinesi tra il responsabile del centro ebraico e il sindaco

Il sindaco Trezzi.

CINISELLO BALSAMO – Andrea Jarach, presidente dell’associazione ebraica  Keren Hayesod Italia Onlus ha polemizzato con il sindaco di Cinisello Siria Trezzi, sulla presenza in città di via Martiri Palestinesi, ritenendo gli autori delle stragi non martiri ma terroristi, quindi una offesa per tutti i veri martiri.

Andrea Jarach ha scritto: “Gentile Sindaco, inorridito sono venuto a conoscenza che nel Suo comune, facente parte della nostra Città Metropolitana, esiste una via Martiri palestinesi. Devo segnalarle che i sedicenti Martiri palestinesi (detti in arabo Shahid), altro non sono che terroristi che hanno macchiato di sangue non solo il Medio Oriente ma anche il mondo intero. Sono definiti Martiri coloro che con cintura esplosiva hanno ucciso decine di persone in Israele sugli autobus e nei locali pubblici, nei mercati e per la strada. Martiri sono definiti e onorati dalla autorità nazionale palestinese coloro che hanno accoltellato vecchi e studenti, bruciato bambini in auto con i genitori, sgozzato neonati. Martiri sono quelli a venire che l’educazione all’odio prepara a sacrificare la vita per fare danno agli ebrei o agli occidentali nel prossimo futuro”.

Il sindaco Siria Trezzi ha risposto: “Nessuna motivazione antisemita e discriminatoria nella scelta toponomastica di intitolare una via cittadina ai Martiri Palestinesi. La decisione risale all’ottobre del 1982 quando era sindaco Virgilio Canzi; fu proposta dalla commissione toponomastica e votata all’unanimità da tutte le forze politiche in Consiglio comunale sull’onda emotiva provocata dal massacro di Sabra e Chatila avvenuto qualche settimana prima, tra il 16 e il 18 settembre 1982 a danno di migliaia di civili. Un episodio che suscitò forte clamore e sdegno e scosse molte coscienze. In quel periodo si decise di intitolare tre nuove vie a personaggi illustri e una ad un episodio di drammatica attualità”
E aggiunge: “Comprendo bene che il termine “martire” è improprio ma va contestualizzato. Ci stiamo riferendo ad una scelta di 30 anni fa, allora non ci si riferiva certo al termine Shahid, tcon il quale negli anni si sono definiti i combattenti/attentatori suicidi palestinesi. – ha aggiunto il sindaco –. Valuteremo cosa fare. Non è semplice cambiare il nome ad una via in cui risiedono oggi 516 persone ed è in fase di assegnazione un nuovo complesso edilizio. La sostituzione comporterebbe un disagio e un danno economico per gli abitanti. Una soluzione potrebbe essere quella di aggiungere la data della strage per evitare ogni equivoco”.

“Siamo in ogni caso disponibili ad un incontro per trovare insieme un accordo, invitiamo l’associazione ad un confronto, anche se ci saremmo aspettati altre modalità di comunicazione e non un attacco scatenato sul web – ha poi proseguito Siria Trezzi -. La nostra città ha sempre dimostrato di essere rispettosa. La presenza di un Istituto scolastico dedicato ad Anna Frank, i monumenti, le pietre commemorative a tutti deportati e i numerosissimi incontri di riflessioni proposti anche in occasione del Giorno della Memoria attestano la nostra attenzione e premura nei confronti del popolo ebraico”.

 

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Categorie:Attualità

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