Pentagramma politico: incontro-dibattito tra gli aspiranti a sindaco tra delusione e incapacità

     Si è svolto a Sesto, davanti ad una platea di quasi tutti addetti ai lavori, il primo incontro dei candidati sindaco. Una serata, organizzata dalla CGIL, sul tema del lavoro, sulle esternalizzazioni, sull’organizzazione del personale e benessere dei lavoratori. E’ stata l’occasione per misurare, su temi spinosi, la qualità e le capacità degli aspiranti primo cittadino.

Si può fare un primo bilancio che, francamente è abbastanza deludente. Sulle esternalizzazioni il più statalista è stato il candidato del centrodestra Roberto Di Stefano, una posizione in netto contrasto con la linea di Forza Italia. Molto deludente il candidato di Sesto nel Cuore Gianpaolo Caponi, che in alcune risposte è sembrato scolastico, citando articoli della costituzione, e addirittura su altre, abbiamo avuto la netta impressione che il Capitano annaspasse molto, sforzandosi di formalizzare discorsi che poco avevano a che fare con le domande.

Simpatico Urro, ma più come attore da avanspettacolo che da candidato Sindaco. Piatte, ripetitive e ricche di slogan preconfezionate le risposte del candidato del M5s. Discorso più articoltato di Monica Chittò, capace di difendere bene le proprie scelte, ma con uno sguardo rivolto al passato soprattutto sulle pospettive lavorative.

Decisamente positiva e a sorpresa, la performance di Alessandro Piano, candidato della Lista popolare x Sesto, che è stato l’unico, che sulle politiche dell’esternalizzazioni, sull’organizzazione del personale e soprattutto sul futuro della città ha saputo coniugare territorio e sviluppo economico e produttivo, in una dimensione metropolitana.

Interessante l’idea di un nuovo sviluppo capace di attrarre investimenti per l’innovazione e le nuove produzioni urbane, ancorando la città al capoluogo lombardo su proposte a larga scala, come quella di ” Manifattura Milano” una delle novità più ambiziose sullo scenario italiano per quanto riguarda le produzioni digitali e artiginali. Una proposta di forte spessore che si è palesemente differenziata dalla difesa, operata in primo luogo dalla Sindaco Chittò, ma anche da Di Stefano su lavori e produzioni che fanno parte di una storia che non c’è più e che ha trovato nella delocalizzazione il suo futuro.

In una ipotetica graudatoria di questo primo round, al primo posto con distacco va Piano, seguito dalla Chittò più che sufficiente e un gradino più sotto Di Stefano. Insufficiente Caponi, divertente ma sbagliando palco Urro, non pervenuto Foderaro del M5s. Alla prossima. (Condor)

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Categorie:Politica

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1 reply

  1. Cosa intende per non pervenuto Foderaro? A me è sembrato il meno “politicante”di tutti e il più realista. Tutti volti già noti in Consiglio Comunale, alcuni già schierati in passato con la Chitto’. Non so se considerarlo un pregio vista la situazione in cui si trova la politica sestese e l’affluenza alle urne nelle precedenti comunali.

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