INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO GIOVANNI URRO: “Si ragiona troppo sulla città futuribile per dimenticare i problemi esistente che la gente vive come lavoro, casa, sicurezza”

Iniziamo la pubblicazione delle interviste ai candidati a sindaco della città di Sesto San Giovanni, per le elezioni amministrative dell’11 giugno prossimo. Il primo è Giovanni Urro, candidato per Sinistra Alternativa.

 

Giovanni Urro

  • Perchè ha deciso di candidarsi a sindaco?

“Ho accettato una proposta avanzatami dalle compagne e dai compagni di Sinistra Anticapitalista e del PCI, supportata dall’incoraggiamento di militanti della Sinistra delusi dal PD o esponenti dei movimenti di lotta cittadini”.

  • Quest’anno si assiste a una campagna elettorale diversa dal solito, basata molto sui social e spesso con false verità e polemiche: lei come la giudica?

“Che sia basata molto sui social credo sia un peccato perché la politica ha bisogno di tornare a guardare negli occhi i cittadini, ha bisogno appunto di recuperare quella sincerità e onestà che i social spesso tradiscono”.

  • Finora si è sentito parlare molto delle promesse, di progetti futuri e poco dei problemi reali che la città vive e vorrebbe che venissero risolti: tutto questo non è fumo negli occhi dei cittadini-elettori?

“E’ vero. Anzi, si ragiona molto sulla città futuribile proprio per far dimenticare i problemi della città che esiste e di chi oggi la vive. Per questo stiamo raccontando storie di pezzi di città che si vorrebbe far passare sotto silenzio, in primis gli sfrattati e chi viene espulso dai luoghi di lavoro”.

  • Perchè la politica oggi anziché puntare sulla fiducia e sulle opere realizzabili che mancano in città si fa paladina di discorsi roboanti, lontani dalle aspettative dei cittadini che aumentano il distacco tra amministratori ed elettori?

“Perché la politica di CentroDestraSinistra ha bisogno di creare questa cortina fumogena per far dimenticare i problemi reali del paese: il lavoro che se ne va da Sesto, i servizi e gli spazi sociali che vengono esternalizzati o chiusi, il diritto alla partecipazione alle decisioni che viene eluso o ridicolizzato… E alcuni che si erano proposti di rappresentare la novità a questo devastante stato di cose (il M5S) laddove governano stanno dimostrando di agire in netta continuità con chi li ha preceduti. Si servono dell’ira dei cittadini per occupare posti di potere che poi non producono cambiamenti effettivi”.

  • Da anni si assiste ad una mancanza di politiche culturali per i giovani, di iniziative sociali per gli anziani, di proposte sportive dove c’è un vuoto assoluto: cosa promette realmente ai sestesi?

“Noi non promettiamo alcunché. Noi diciamo: facciamo insieme le lotte per prenderci quello che ci spetta. In città ci sono diversi locali del Comune e negozi ALER chiusi da anni o in vendita. Ebbene, facciamo richiesta di averli in comodato d’uso per aprire spazi autogestiti per i giovani e, se non vengono concessi, occupiamoli con la forza! Sarà illegale ma è legittimo. E’ giusto! Così per gli anziani: se è vero che i Centri Anziani svolgono un ruolo sociale, l’utilizzo dei locali deve essere libero da qualsiasi onere e contributo. Sullo sport, il discorso sarebbe più lungo ma passa inevitabilmente attraverso un investimento diretto del Comune per la riqualificazione degli spazi sportivi, restituendo alla città quanto la Giunta Chittò ha tolto ai sestesi: una piscina estiva e un bocciodromo comunale. Tutti gli spazi sportivi devono avere una gestione in grado di garantire tariffe popolari di accesso ai cittadini e alle società sportive”.

  • Tra i molti problemi che Sesto ha vissuto e sta vivendo ci sono la sicurezza, la pulizia, la manutenzione che oramai sono una emergenza: è possibile avere risposte vere su questi temi?

“Sicurezza per noi vuol dire un lavoro stabile, sicuro e tutelato per dare dignità alla vita delle persone. Perché se tutti hanno un lavoro dignitoso, le possibilità di commettere crimini calano vertiginosamente. Crediamo che la nuova occupazione debba essere creata dagli Enti pubblici, quindi anche dal Comune tramite la gestione diretta dei servizi a partire dal centro Diurno Disabili che va immediatamente reinternalizzato. Per questo proponiamo di riportare in capo al Comune la raccolta dei rifiuti e la manutenzione del verde pubblico, perché crediamo che se la città è sporca sia giusto che l’assessore competente risponda direttamente ai cittadini delle sue responsabilità”.

  • Prendersi i meriti di cose già fatte (scontate per i cittadini) e non considerare quelle che i sestesi chiedono inutilmente da tempo non ritiene che sia negativo per un amministratore?

“Proprio la capacità di ascolto della città credo sia stato uno dei più grossi limiti dell’Amministrazione uscente. Hanno preferito andare sui propri binari non prestando attenzione neppure ai loro stessi elettori perché si sono sentiti superiori, camminando altezzosi, due spanne sopra il buonsenso suggerito da chi li aveva votati. Oggi hanno una città inviperita che gli si rivolta contro. Ognuno raccoglie quanto ha seminato”.

  • Si promettono mari e monti, a volte con proposte fuori dalla realtà, ma in caso di vittoria con quali soldi pensa di realizzare le opere promesse vista la situazione di bilancio poco rosea?

“Questa storia dei soldi che non ci sarebbero deve finire! Nel 2016 Milano, Napoli, Torino, Roma e altre 4 città hanno violato il Patto di Stabilità e non hanno avuto conseguenze devastanti per la loro stabilità finanziaria. Bisogna seguire il loro esempio e avere il coraggio di spezzare le catene dei vincoli europei per effettuare gli investimenti necessari alla manutenzione della città, a fornire i servizi sociali per chi è in difficoltà e a creare il lavoro che è la chiave di volta per uscire dalla crisi”.

  • Ha intenzione di aumentare le tasse o le aliquote di competenza locale al di là delle decisioni governative per i prossimi 5 anni?

“No, tranne che per le fasce di reddito più elevate, per le quali pensiamo a tasse di scopo per garantire servizi e possibilità ai cittadini meno abbienti”.

  • Sono anni che si sente parlare del rilancio del commercio di vicinato e i negozi chiudono in continuazione a favore dei grossi centri: ha pensato a una inversione di tendenza?

“Ci batteremo contro l’apertura di nuovi centri commerciali e per ridimensionare quelli esistenti, favorendo e promuovendo iniziative a sostegno del commercio di vicinato e del commercio alternativo (GAS, commercio equosolidale, turismo responsabile, commercio a Km Zero, ecc.)”.

  • Si parla tanto (forse troppo) della Città della Salute e della Ricerca ma non si parla più di cosa sarà realizzato sul resto delle ex Falck e soprattutto se ci sarà una continuità tra città vecchia e nuova per dare una scossa anche al lavoro: quali sono le sue proposte?

“Intendiamo adoperarci per fermare il trasloco dei due ospedali da Milano a Sesto per la modica cifra di 450 milioni di euro. Riteniamo che le priorità di spesa siano altre, anche e soprattutto nel settore sociosanitario, a partire dall’abolizione dei ticket sanitari e dall’efficientamento della rete sanitaria per evitare le lunghe attese prima delle visite specialistiche. Per quanto riguarda il progetto di Renzo Piano sul resto delle aree Falck, l’evidenza dei fatti parla da sé: i complessi residenziali più recenti (ad esempio, Caltagirone al Vulcano) giacciono vuoti da anni. Persino l’edilizia sociale (Bergamella) stenta a decollare. A che pro nuove case? Per chi, se nessuno compra neppure quelle esistenti? Servono solo per fini speculativi, per pareggiare i conti di bilancio in rosso di società che nulla hanno a che vedere con il territorio di Sesto San Giovanni. Per questo pensiamo che il PGT debba essere completamente riscritto, eliminando il cemento e creando una grande area che custodisca e valorizzi la storia industriale della città fornendo nuove e innovative occasioni di lavoro e di sviluppo.

  • Inquinamento e traffico restano insoluti e spesso in conflitto con le decisioni di Milano: come pensa di trovare una soluzione?

“Bisogna potenziare il servizio di trasporto pubblico con mezzi elettrici. Bisogna creare delle grandi aree di parcheggio alle porte della città. Devono essere gratuite per chi dispone di abbonamenti a mezzi pubblici e ben collegate da navette ai principali snodi della rete dei trasporti, così da stoppare l’aggressione del traffico di attraversamento della città. Bisogna inoltre potenziare il trasporto pubblico verso le periferie e i comuni limitrofi”.

  • Quanto pensa di spendere per questa campagna elettorale?

“Meno di mille euro, perché la campagna elettorale finisce ma la lotta politica dura tutto l’anno e dopo l’11 giugno… arriverà il 12, il 13…”

  • La eventuale squadra di giunta la decide prima del ballottaggio o a cose già fatte?

“Sicuramente prima di un ballottaggio”.

  • Chi vorrebbe come avversario per un eventuale ballottaggio e perché?

“Sarebbe bello per la storia di Sesto San Giovanni assistere ad un ballottaggio tra il PD e la Sinistra, due idee di governo ben diverse sul piano dei contenuti sociali ma unite dal comune richiamo ai valori dell’antifascismo che sono la storia di questa città”. (F.P.)

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Categorie:Attualità, Politica

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