INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO SANDRO PIANO: “Persone competenti per la lotta al degrado ed eliminazione delle cause del disordine sociale per avere più sicurezza”

    Dialogo News prosegue con le interviste ai candidati sindaco delle prossime elezioni dell’11 giugno. Ieri abbiamo pubblicato quella di Giovanni Urro ed oggi proseguiamo con Sandro Piano, leader della lista Popolare X Sesto, avvocato civilista, sposato con figli, ex assessore con la giunta di Monica Chittò.

 

 

  • Perchè ha deciso di candidarsi a sindaco?

Quando il centrosinistra ha scelto di non aprire il confronto per le primarie, rinunciando a un grande confronto pubblico sui programmi e sui candidati, noi  abbiamo fatto una scelta diversa. Un percorso partecipato per la scelta del  nuovo sindaco sarebbe stata una buona occasione per avvicinare nuovamente i cittadini alle istituzioni. Invece nel centrosinistra ha prevalso l’arroccamento nonostante il malcontento diffuso A quel punto è venuto naturale per molti di noi ritrovarsi intorno ad un progetto civico. La mia candidatura nasce da un piccolo percorso partecipato e da una campagna nelle piazze e nei mercati che si chiama: PER IL SINDACO SCEGLI TU!”

  • Quest’anno si assiste a una campagna elettorale diversa dal solito, basata molto sui social e spesso con false verità e polemiche: lei come la giudica?

“I social sono uno strumento importante per comunicare idee e progetti anche se alcuni ne fanno un uso discutibile. Le confesso che non amo la politica gridata, le invettive di chi, come il Sindaco Chittò, crede di vivere all’Eliseo e si paragona a Macron. Non apprezzo nemmeno gli insulti di altri candidati che animano la loro campagna elettorale con atti di bullismo politico, coni gelato, arrivando, in alcuni casi  a coniare neologismi  per promuovere i loro eventi come l ‘apericivico e l’aperigazebo, nuove forme di espressione della buona politica. Noi ci siamo imposti una campagna sobria e ricca di contenuti, attenta, rispettosa e non gridata per far conoscere  la nostra proposta per una città bella da vivere, ecologica, tecnologica, accessibile e inclusiva. Ai cittadini proponiamo progetti, non palline di gelato e olive ascolane”.

  • Finora si è sentito parlare molto delle promesse, di progetti futuri e poco dei problemi reali che la città vive e vorrebbe che venissero risolti: tutto questo non è fumo negli occhi dei cittadini-elettori?

“Meno del fumo, caro direttore. Il fumo almeno ha un suo aroma. Qui tutti annunciano progetti faraonici o lanciano slogan senza tener conto delle coperture finanziarie e della sostenibilità di quello che propongono. C’è chi vuole portare da Londra l’Agenzia del Farmaco e indire appalti a chilometri zero, e  chi, invece, vorrebbe un’area sgambamento cani in tutti i giardini e voliere per i cocoriti.  Di Stefano vorrebbe persino portare a Sesto l’Albero della Vita realizzato sulle aree EXPO e acquistare i droni per la Polizia Locale. Meglio la mia proposta sulla cannabis, si fidi”.

  • Perchè la politica oggi anziché puntare sulla fiducia e sulle opere realizzabili che mancano in città si fa paladina di discorsi roboanti, lontani dalle aspettative dei cittadini che aumentano il distacco tra amministratori ed elettori?

I cittadini sono molto più accorti di questi signori: Vogliono una città ben mantenuta, pulita e ordinata. Esigono servizi efficienti e un contesto gradevole dove poter vivere. Il nostro compito è quello di tornare ad occuparci dei problemi concreti partendo proprio da un grande piano di manutenzione di strade, verde e scuole”.

  • Da anni si assiste ad una mancanza di politiche culturali per i giovani, di iniziative sociali per gli anziani, di proposte sportive dove c’è un vuoto assoluto: cosa promette realmente ai sestesi?

“Anzitutto prometto di designare alla guida di questi assessorati persone che eccellono in questi settori. Immaginiamo una città con percorsi ciclopedonali dove poter correre i cui investimenti saranno davvero risibili. Lo confesso: sogno una città a misura di runner e vorrei che Sesto ospitasse una mezza maratona agonistica. Occorrerà valorizzare i centri anziani e abbattere le barriere in città. Dobbiamo restituire ai ragazzi spazi pubblici e luoghi della cultura dove studiare, lavorare e divertirsi. Saranno loro a produrre cultura e noi a dettargliela”.

  • Tra i molti problemi che Sesto ha vissuto e sta vivendo ci sono la sicurezza, la pulizia, la manutenzione che oramai sono una emergenza: è possibile avere risposte vere su questi temi?

Le azioni per migliorare la la sicurezza urbana vanno oltre la prevenzione e repressione dei reati e dei fenomeni di devianza e interessano soprattutto la vivibilità della città. Senza trascurare la necessità di incrementare sino a 100 unità l’organico della Polizia Locale e completare la riorganizzazione dei security point, quale primo passo verso l’istituzione della polizia di prossimità, occorre agire in modo efficace sulla lotta al degrado ( aree dismesse, edifici abbandonati e incustoditi, cattiva manutenzione delle aree pubbliche  e dell’arredo urbano, rifiuti, scarsa illuminazione, ecc) e rimuovere, per quanto possibile, le  cause di disordine sociale ( presenza di nomadi, prostituzione di strada,ecc.).Bisogna puntare sulla qualità urbana quale antidoto all’insicurezza, realizzando un modello di città in cui la sicurezza non è garantita solo dalle forze dell’ordine e dai sistemi di videosorveglianza, ma dalla vitalità dei luoghi, dalla loro capacità di produrre inclusione attraverso il rammendo delle periferie, la condivisione e la presenza di spazi vivi e vitali..Da ultimo, ma non per ultimo, il nostro progetto di ridurre la superficie della moschea anche  per esigenze di ordine pubblico interne ed internazionali, anche alla luce dei recenti attentati che hanno colpito alcune città’ europee. L’idea è quella di evitare che in città si realizzi oggi la grande moschea in grado di richiamare fedeli da tutto il nord Milano e prevenire il rischio di infiltrazioni criminali che sfuggono al controllo della comunità mussulmana). Prendersi i meriti di cose già fatte (scontate per i cittadini) e non considerare quelle che i sestesi chiedono inutilmente da tempo non ritiene che sia negativo per un amministratore? Concordo sulla valutazione. Tuttavia in futuro ci sarà poco da rivendicare dell’operato di questi ultimi anni e molto da fare per rispondere alle richieste più elementari dei  cittadini”.

  • Si promettono mari e monti, a volte con proposte fuori dalla realtà, ma in caso di vittoria con quali soldi pensa di realizzare le opere promesse vista la situazione di bilancio poco rosea?

Noi non promettiamo né mari, né monti. Faremo anzitutto buona amministrazione ordinaria. Abbiamo un programma semplice e attuabile in 5 anni. Dopo un attento esame dei conti pubblici e la revisione delle spese del comune, partiremo con la riduzione dei dirigenti, la vera casta degli enti locali, con un risparmio di 5 milioni in 5 anni. Riscriveremo la convenzione sulle aree Falck per destinare parte degli investimenti alle manutenzioni sulla città esistente. Ridurremo le società partecipate,  pedonalizzeremo il l centro attraverso lo strumento del  project financing e rilanceremo il lavoro attraverso il modello di Manifattura Digitale da realizzare in collaborazione con la Grande Milano, oggi la città con più potenziale di sviluppo di tutta Europa”.

  • Ha intenzione di aumentare le tasse o le aliquote di competenza locale al di là delle decisioni governative per i prossimi 5 anni?

Assolutamente no !Speriamo che l’Amministrazione uscente non abbia generato ulteriori debiti. In ogni caso ridurreno le spese e incentiveremo il recupero dei crediti. A qualcuno non saremo troppo simpatici, ma governare significa anche scontentare”.

  • Sono anni che si sente parlare del rilancio del commercio di vicinato e i negozi chiudono in continuazione a favore dei grossi centri: ha pensato a una inversione di tendenza?.

“Noi abbiamo votato contro ad un ordine del giorno per il centro commerciale sulle aree Falck. Un’astronave nel cuore della città con migliaia di posti auto, pianificata senza alcuna valutazione viabilistica e che candida Sesto a diventare sempre più periferia di se stessa, snaturando il progetto di Renzo Piano. Dobbiamo investire sulla città costruita per renderla bella da vivere. Far rifiorire il commercio di vicinato è estremamente importante. La pedonalizzazione e il decoro urbano servono allo scopo. Anche una NO TAX AREA in una delle zone più degradate, potrà essere sperimentata”.

  • Si parla tanto (forse troppo) della Città della Salute e della Ricerca ma non si parla più di cosa sarà realizzato sul resto delle ex Falck e soprattutto se ci sarà una continuità tra città vecchia e nuova per dare una scossa anche al lavoro: quali sono le sue proposte?

“Si parla della Città della Salute senza inserirla in un disegno strategico. Noi abbiamo proposto di legare questa iniziativa al progetto dello Humman Technopole che sorgerà sulle aree EXPO, per generare un indotto di imprese del settore biomedicale della ricerca. Dobbiamo inoltre agganciare il treno dell’innovazione guardando al progetto lanciato dal Sindaco Sala a  Milano. Bisogna invertire la rotta! Smetterla di governare i processi di dismissione e promuovere la riconversione. Attrarre investimenti ad alto contenuto di innovazione e creatività, ridefinendo il sistema formativo nella città, un tempo fiore all’occhiello, sarà la nostra sfida più bella”.

  • Inquinamento e traffico restano insoluti e spesso in conflitto con le decisioni di Milano: come pensa di trovare una soluzione?

“Occorre acquisire un peso isituzionale nella Città Metropolitana  per tutelare i nostri interessi in materia di traffico e ambiente. Lo sa che siamo la città più importante dopo Milano e non abbiamo nemmeno un rappresentante nel Consiglio Metropolitano ? Questa amministrazione ha trascurato molto le politiche su traffico e inquinamento. Noi invertiremo la rotta partendo dalla chiusura del forno inceneritore e sostenendo una mobilità sostenibile”.

  • Quanto pensa di spendere per questa campagna elettorale?

“Il tetto massimo di spesa è  poco meno di 6 mila euro. Dovremmo riuscire a stare molto al di sotto”.

  • La eventuale squadra di giunta la decide prima del ballottaggio o a cose già fatte?

“Dopo, vorrei poter scegliere in tutta trasparenza persone appassionate e di alto profilo, non ideologiche e molto pratiche e preparate per fare di Sesto una città riconosciuta  che fabbrica valore”.

  • Chi vorrebbe come avversario per un eventuale ballottaggio e perché?

“Lasciamolo decidere agli elettori”. (F.P.)

 

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