INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO ROBERTO DI STEFANO: “Eliminando gli sprechi e razionalizzando la macchina comunale è garantito il rilancio della città”

     SESTO SAN GIOVANNIProseguono le interviste ai candidati sindaco alle elezioni dell’11 giugno prossimo. Ora è il turno di Roberto Di Stefano, consigliere di Forza Italia e candidato del centrodestra, che dopo una lunga esperienza come consigliere ha deciso di scendere in campo e misurarsi direttamente per la guida della città. A sostenere Di Stefano ci sono cinque liste: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord, Partito liberale e una civica con il suo nome.

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  • Perchè ha deciso di candidarsi a sindaco?

Dopo dieci anni di opposizione in consiglio comunale, dopo aver visto Sesto declinare giorno per giorno senza che nessuno prendesse in considerazione le richieste e i suggerimenti era conseguenza naturale proporsi ai Cittadini. Che sono sempre più scontenti e preoccupati per il futuro della Città“.

  • Quest’anno si assiste a una campagna elettorale diversa dal solito, basata molto sui social e spesso con false verità e polemiche: lei come la giudica?

“L’uso dei social è entrato ormai come parte importante nella nostra vita. È un modo per veicolare velocemente le informazioni. Le false verità e le polemiche ci sono sempre state in una campagna, cambia solo il modo di trasmettere. Io resto sempre dell’idea che accanto ai social ci debba essere il dialogo diretto con i Cittadini, la conoscenza reciproca”.

  • Finora si è sentito parlare molto delle promesse, di progetti futuri e poco dei problemi reali che la città vive e vorrebbe che venissero risolti: tutto questo non è fumo negli occhi dei cittadini-elettori?

Io sono in contatto con i Cittadini ogni giorno, da dieci anni. Con la mia squadra siamo stati nelle vie per oltre un anno, per parlare dei problemi della Città. Da questo dialogo è nato il nostro programma. Poi c’è chi non si è mai visto per strada, chi è comparso solo sui social e adesso propone ricette miracolose. Abbiamo poi l’attuale amministrazione, che ripropone il solito programma di ogni tornata elettorale, puntualmente disatteso“.

  • Perchè la politica oggi anziché puntare sulla fiducia e sulle opere realizzabili che mancano in città si fa paladina di discorsi roboanti, lontani dalle aspettative dei cittadini che aumentano il distacco tra amministratori ed elettori?

La politica sestese parla troppo, agisce poco e vive di accordi e clientele. In questi ultimi anni si è perso di vista l’obbiettivo reale: il servizio al cittadino. È ovvio che poi non si abbia più credibilità e si passi ai comunicati sensazionali, ai programmi inutilmente ambiziosi: in una parola all’aria fritta. O si interviene giorno per giorno, si sta accanto ai cittadini o ci si sveglia alle elezioni. Io ho scelto la prima via, la più pesante in termini di responsabilità e dispendio di energie. È il mandato che mi è stato affidato e che ho accettato di condurre e quindi devo farlo nel modo migliore“.

  • Da anni si assiste ad una mancanza di politiche culturali per i giovani, di iniziative sociali per gli anziani, di proposte sportive dove c’è un vuoto assoluto: cosa promette realmente ai sestesi?

Ritengo che a Sesto si sia agito con una precisa volontà, quella di ridurla ad una periferia dormitorio. Città metropolitana ci sta usando. Occorre ripristinare il ruolo di “città”, dove ognuno abbia i giusti servizi e si senta a casa. Non mi dilungo sulle mie proposte, le ho già presentate prima di Natale: impianti sportivi con concessioni almeno trentennali, luoghi di aggregazione per giovani ed anziani, coinvolgimento delle associazioni che realmente lavorano con serietà. Strutture nuove e proposte culturali e sociali. Una inversione di rotta completa. Nessuno deve restare indietro“.

  • Tra i molti problemi che Sesto ha vissuto e sta vivendo ci sono la sicurezza, la pulizia, la manutenzione che oramai sono una emergenza: è possibile avere risposte vere su questi temi?

Certamente degrado e sicurezza sono i temi principali di questa campagna: io personalmente le risposte le ho fornite ampiamente nel mio programma. Un programma di dieci punti, riassumibili in quattro grandi temi: una città più sicura, meno degradata, fruibile, che guardi al futuro. In questo preciso ordine. Andiamo quindi dal ripristino dei turni di vigilanza all’ampliamento dell’organico dei vigili, Dalle telecamere al piano sicurezza. Dalla pulizia al rifacimento delle strade, passando per la manutenzione del verde e la chiusura dell’inceneritore. Il sistema “Rifiuti Zero” (che porterebbe all’eliminazione della Tari in circa due anni). Il tutto si può fare tagliando la spesa improduttiva. Basta volere“.

  • Prendersi i meriti di cose già fatte (scontate per i cittadini) e non considerare quelle che i sestesi chiedono inutilmente da tempo non ritiene che sia negativo per un amministratore?

L’errore più grosso che una amministrazione possa fare è vivere di rendita. “Abbiamo fatto” non è una risposta. Occorre aggiungere anche “stiamo facendo”. Evidentemente oggi siamo al capolinea: quando si ripropongono gli stessi temi – e come scusa della non-realizzazione degli stessi si portano i mancati finanziamenti statali, la crisi, la politica estera, la concorrenza e tutte le altre solenni frottole che ci si può inventare – è chiaro che è ora di voltare pagina. L’amministrazione ha fallito”.

  • Si promettono mari e monti, a volte con proposte fuori dalla realtà, ma in caso di vittoria con quali soldi pensa di realizzare le opere promesse vista la situazione di bilancio poco rosea?

I soldi ci sono, come ho già detto prima. Basta ridurre gli sprechi e le clientele e riorganizzare la macchina comunale per ottimizzare i servizi. Riassumendo brevemente, il mio programma prevede: valorizzazione degli attuali dipendenti, ottimizzandone funzioni e ruoli, con particolare attenzione a tutti gli impiegati virtuosi. Attuazione di un piano digitale che interessi tutte le funzioni amministrative, per una migliore trasparenza e funzionalità. Tagli alla spesa pubblica improduttiva. Tagli alle consulenze, tagli alle assegnazioni dirette e bandi di gestione dei servizi, controllo delle forniture.. Controllo delle morosità colpevoli. Da qui altri interventi, come la politica “Rifiuti Zero”, che permette di vendere il materiale della differenziata e ridurre la Tari fino ad eleminarla. La revisione delle rette scolastiche in maniera più equa, controllando che tutti paghino. Housing sociale e baratto amministrativo. Lotta all’Evasione fiscale: dal 2011 ad oggi a Sesto San Giovanni risultano evasi oltre 7milioni di euro. Controllo della cosiddetta “spesa sociale” (aiuti ed incentivi alle persone in difficoltà): un serrato controllo incrociato sul reale diritto a ricevere aiuto“.

  • Ha intenzione di aumentare le tasse o le aliquote di competenza locale al di là delle decisionigovernative per i prossimi 5 anni?

“Sesto è già maglia nera in Lombardia, con le aliquote massime. Non è pensabile aumentare ancora. La ricetta deve essere la lotta agli sprechi e l’utilizzo corretto di tutti quegli incentivi che Regione, Stato ed Europa mettono a disposizione. Incentivare le aziende che aprono sul territorio: anche questo è un modo che, creando lavoro, abbassa la spesa sociale e quindi facilita il bilancio. C’è un lungo capitolo dedicato a questo nel mio programma”.

  • Sono anni che si sente parlare del rilancio del commercio di vicinato e i negozi chiudono in continuazione a favore dei grossi centri: ha pensato a una inversione di tendenza?

Anche il commercio di vicinato è uno dei nostri punti fermi : abbiamo previsto agevolazioni fiscali per i proprietari di immobili che valorizzano il commercio di vicinato. Eliminazione della “TOSAP”, la tassa più odiosa per ogni commerciante. Individuazione di aree cittadine di particolare aggregazione sociale ed attrazione commerciale, da pedonalizzare per rivitalizzare anche con eventi periodici: avviare il progetto con le associazioni e i commercianti per analizzare i costi, le modalità ed i tempi di realizzazione. Particolare attenzione agli spazi destinati ai parcheggi e all’arredo urbano“.

  • Si parla tanto (forse troppo) della Città della Salute e della Ricerca ma non si parla più di cosa sarà realizzato sul resto delle ex Falck e soprattutto se ci sarà una continuità tra città vecchia e nuova per dare una scossa anche al lavoro: quali sono le sue proposte?

Noi abbiamo proposto una “Silicon Valley” accanto a Città della Salute: un incubatore di impresa per sviluppare e incentivare il lavoro e la ricerca. Accanto a questo incentivi per le aziende che si insedieranno sulle aree ancora libere”.

  • Inquinamento e traffico restano insoluti e spesso in conflitto con le decisioni di Milano: come pensa di trovare una soluzione?

Intanto a livello locale, con una revisione dei percorsi ATM, per ricollegare la periferia alla metropolitana, ai servizi ed al centro. Con il potenziamento della rete ciclabile con il progetto A Bi Ci. Per il problema del traffico in entrata prevediamo nuovi parcheggi nei pressi delle fermate della metropolitana per evitare che i pendolari entrino in città e congestionino il centro cittadino. Istituzioni delle Ztl x evitare l’attraversamento dei non residenti, con particolare interesse agli imbocchi tangenziali e di Via Fiume”.

  • Quanto pensa di spendere per questa campagna elettorale?

Come ho già detto la campagna elettorale si fa fra la gente, non nei ristoranti o nelle feste chiuse. Abbiamo fatto alcuni incontri aperti ai Cittadini ma soprattutto abbiamo “camminato”. I costi sono quelli di una sede, dei manifesti, dei volantini, dell’affitto di alcune sale comunali. Faremo ancora degli eventi più leggeri, di aggregazione, dove comunque i nostri candidati saranno presenti per illustrare il programma. Una spesa decisamente contenuta. Quello che conta sono le proposte, non la cornice. La gente questo lo sa e lo apprezza. Sprechi inutili sono veramente fuori dalla mia concezione politica. Per finanziare la mia campagna ho venduto un box di mia proprietà e non ho accettato finanziamenti di imprenditori locali per evitare conflitti di interesse”.

  • La eventuale squadra di giunta la decide prima del ballottaggio o a cose già fatte?

Siamo una coalizione di quattro partiti e una lista civica: se ne parlerà al momento opportuno. Le cose potrebbero cambiare se si andasse al ballottaggio. Quello che è certo è che non ci saranno “poltrone da assegnare in base ad accordi”: il voto si deciderà quanti per ogni lista. Ogni lista proporrà il meglio dei propri elementi e solo allora si deciderà chi e dove. Curriculum e peso elettorale sono le discriminanti. Non siamo al mercato, parliamo di amministrare al meglio una Città“.

  • Chi vorrebbe come avversario per un eventuale ballottaggio e perché?

Chiunque a me va bene. Io vado per la mia strada, quella del cambiamento”.

(F.P.)

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Categorie:Politica

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