Quelli che…ritratto semiserio degli aspiranti sindaco, Monica Chittò: troppo istituzionale e meno diretta con i cittadini punta alla conferma tra molte difficoltà

  SARA’ il suo essere di origine bresciana che la rende una donna schiva. Sarà forse l’eccessiva riservatezza, con tratti  di assoluta timidezza ma, Monica Chittò, sindaco uscente e ricandidata alla carica di primo cittadino alle elezioni del prossimo 11 giugno, non brilla certo per espansività. Il suo modo di essere Sindaco divide fortemente la città.

I suoi nemici, molto di più di quanto si merita, la definiscono altera, se non addirittura algida. I suoi amici, forse meno del dovuto, parlano di Lei esaltandone coraggio e abnegazione. Sta di fatto che per il suo modo di  essere, piuttosto che per il suo fare, Chittò affronta questa campagna elettorale tutta in salita. L’ha condotta con apparente calma, dotandosi di pochi mezzi e privilegiando la comunicazione casa per casa. Ha creato un sua lista, un vezzo comune di questi tempi, dove insieme a qualche bella risorsa, spiccano alcuni nomi decisamente fuori luogo.

In questi cinque anni, ha forse privilegiato troppo il suo ruolo istituzionale, e un po’ meno il rapporto diretto con la città. Non ha avuto la fortuna di essere sostenuta dal suo partito, il Pd, preso tra polemiche e scissioni. Forse ci ha messo anche del suo, attorniandosi di collaboratori spesso modesti, che in gran parte conoscevano poco la città.

I suoi momenti migliori li ha avuti, quando in giunta sono transitati alcuni assessori, che cantavano fuori dal coro degli ossequienti, ma erano capaci e conoscevano Sesto. Se riuscirà a  liberarsi di alcuni vincoli politico -amicali, che mal la consigliano e spesso soffocano la sua espansività, siamo certi che emergerà il suo lato migliore, che unitamente all’intelligenza e alla vasta cultura di cui è dotata, farà di Lei  una persona diversa, che poi sarebbe quella che é.

Le consigliamo di essere meno referenziale, di usare un linguaggio meno altero, di svincolarsi da collaborazioni inutili e da rapporti politici che la danneggiano. Il suo motto potrebbe essere: Per aspera ad astra (Attraverso le asperità alle stelle)”. Valutazione complessiva più che sufficiente .

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Categorie:Politica, Varie

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