Pentagramma politico: l’anno che verrà….porterà un Macron o un Magutt?


  Gli esempi che ci arrivano dai parlamentari italiani sono disastrosamente disarmanti. La legge elettorale disintegrata in nome dei “loro” interessi collettivi è l’ultima perla che la politica ci regala. Il popolo dei forconi dovrebbe ritornare a Roma e cacciarli tutti fuori dal Parlamento, solo per le bugie che raccontano. Ma tant’è. Stiamo a quello che ci succede attorno.

Domenica mattina alle 7 aprono le urne e i cittadini-elettori di Sesto San Giovanni potranno recarsi nelle sezioni di riferimento e votare un sindaco e una coalizione che dovrà occuparsi dei problemi della città. Compito non facile, riconosciamolo. Il dubbio per molti è: ridare fiducia o dare una svolta? Purtroppo la risposta non c’è. O almeno gli esempi di cambiamento cercati in altre città non danno segnali di fiducia. Allora bisogna basarsi sui programmi e le promesse dei sei candidati a sindaco che da lunghi mesi si adoperano per far capire cosa è giusto e cosa non ha funzionato e come sarà il domani di Sesto.

Un fiume di parole che non sempre hanno convinto gli elettori. Ci sono stati tanti proclami e meno impegni concreti su argomenti che stanno a cuore dei cittadini e che vorrebbero vedere risolti o almeno migliorati. Ma sull’aspetto pratico non ci pare ci siano programmi di riferimento davvero coerenti con le possibili soluzioni. C’è stato, invece, in cicaleccio continuo sui social dove alla fine si è fatta a gara a chi le sparava più grosse con la conseguenza di confondere del tutto le idee a quelli che non si sono ancora schierati: gli indecisi che sono tanti e potrebbero spostare il peso del voto da una parte o dall’altra. 

Quei cittadini-elettori forse meritavano più rispetto nell’esposizione dei programmi dei candidati a sindaco. Una esposizione più semplice dei problemi annosi da risolvere. Chiarezza nei tempi e nei modi di svolgere il programma nei prossimi anni e quali saranno le ricadute sulla città a livello occupazionale, culturale, sociale, sportivo e della sicurezza. Cose che una volta la Politica affrontava nell’aula consiliare, dove ci sono stati anche toni bruschi, scontri al calor bianco ma poi, prima della decisione finale, i capigruppo si riunivano e prendevano sempre la decisione che faceva il bene dei cittadini.

Oggi questo non è più avvenuto. Si è girato molto nei quartieri a cercare consensi dell’ultimo momento. E’ stato più facile essere giustizialisti e gridare al nemico-immigrato come pericolo imminente, dimenticandosi che Sesto ha migliaia di stranieri che risiedono, da ogni nazione del globo. Forse sarebbe meglio parlare di come affrontare questi problemi e non farli diventare motivo di crociate che non portano da nessuna parte, se non ad aumentare i conflitti sociali e i rischi di sicurezza e ordine pubblico. Diciamo questo anche con la convinzione che domenica difficilmente ci sarà un vincitore (a meno di clamorose sorprese) e quindi si andrà al ballottaggio.  Non vorremmo che il periodo del ballottaggio diventasse una rissa continua con denunce alla magistratura e fantasmi mossi per scuotere le coscienze con il rischio di creare allarmismi e scontri.

Ecco cosa vorremmo. Che gli elettori andassero tutti a votare per dare un segnale di coscienza assoluta della situazione e che, nello stesso tempo, i candidati si facessero un esame di coscienza e iniziassero il confronto sul piano puramente politico e basta. Vorremmo che all’orizzonte si possa vedere la possibilità di un Macron sestese, capace di portare avanti la crescita della città e non un magutt qualunque che promette solo di dare una rinfrescatina, senza cavare un ragno dal buco! (F.P.)

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Categorie:Politica

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