Pentagramma elettorale: tutto come previsto con la crisi del Pd e la sconfitta di Caponi

    Il voto amministrativo di Sesto non ci ha sorpreso. Era chiaro e palpabile il malcontento in città, e in tanta parte del popolo di centrosinistra, contro l’amministrazione e in particolare contro il sindaco Monica Chittò. Su questo stato d’animo avevano lavorato alcune forze e liste civiche, in particolare Gianpaolo Caponi con le sue quattro liste d’appoggio, sostenuto da forze imprenditoriali importanti, da una parte del centrodestra più o meno occulto e dalla stragrande maggioranza dei giornali locali.

La sua è stata una campagna  lunga e dispendiosa, con costi che pensiamo siano stati molto rilevanti. Ha voluto al suo fianco quattro liste, alcune inventate di sana pianta, le ha presentate come lo specchio civico della città e poi le ha cannibalizzate. I suoi voti che comunque rappresentano circa il 24% , sono voti che lo rendono debole nella prospettiva politica amministrativa. Se vuole farli pesare dovrà scegliere e per natura e per l’influenza che avranno alcuni potentati politici e non, inevitabilmente dovrà fare i conti con il suo odiato avversario Roberto Di Stefano, da Lui dipinto nel modo peggiore, durante la campagna elettorale.

A quel punto Caponi e la sua creatura finiranno di esistere  e saranno inglobati nel sistema “orrendo” della partitocrazia da loro a parole contrastata. Caponi ricorda un anedotto che vide protagonista Pajetta storico dirigente del PCI durante l’attentato a Togliatti. Successe di tutto; il popolo di sinistra scese in piazza e ci furono scontri. Togliatti predicava la calma, ma non tutti l’ascoltarono; tra questi Pajetta che riuscì nell’ardua impresa di occupare la Prefettura di Milano. Subito chiamò il convalescente segretario e gli disse: “Compagno abbiamo raggiunto l’obiettivo: abbiamo occupato la prefettura”. Togliatti rispose: “Bene, e adesso cosa te ne fai? “. La storia dell’occupazione finì li. Un po’ come quella di Caponi. Va bene il centrodestra, sull’onda di una ripresa politica nazionale. Al ballottaggio stando ai risultati ha più margini di crescita del centrosinistra e pur attestandosi secondo, parte favorito.

Si scioglie il M5S a Sesto come altrove. Ma il dato cittadino del partito di Grillo è ancora più grave se si pensa alla capacità avuta altrove di attirare il voto del centrosinistra malpancista e il fallimento ottenuto in città.  Bene per il risultato Sandro Piano e la sua Lista Popolare x Sesto, che schiacciata nello scontro tra titani, con scarsi mezzi, in poco tempo e dopo la penalizzazione  dell’uscita di Filippo Penati è riuscita ad ottenere un buon 3,5% che sarà determinate per il futuro del centrosinistra, a cui spetta il primo passo per l’apparentamento e anche una dichiarazione politica di aperta discontinuità, questa sì, col modo di fare e di amministrare di questa giunta.

Non sarà facile per Monica Chittò e il Pd riconfermarsi, ma è giunto il momento per fare chiarezza politica, recidere rami obsoleti dentro e fuori l’amministrazione e aprirsi al nuovo, che ripetiamo Piano e compagni, con tutte le difficoltà, hanno saputo ben  intercettare. 

Annunci


Categorie:Varie

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: