Pentagramma Politico: l’incontaminato Caponi folgorato sulla via di…Di Stefano nel nome del potere

    Era chiaro sin dall’inizio come sarebbe andata a finire. Roberto Di Stefano, candidato del  centrodestra e Gianpaolo Caponi, di Sesto nel Cuore hanno siglato l’accordo per il ballottaggio. Solo qualche credulone, e soprattutto chi in buona fede ha sostenuto il Capitano, poteva pensare diversamente.

Noi no, non ci abbiamo mai creduto, anche quando Caponi sosteneva la sua diversità politica, morale, programmatica da Di stefano e dal centrodestra. Per mesi, ci ha fatto la lezione del suo civismo, incontaminato e incontaminabile, e poi si allea con quello che definiva “corresponsabile dei guasti di Sesto al pari della Chittò” .

Tutto questo fino a domenica scorsa, poi come d’incanto Caponi ci fa sapere che Di Stefano: “... ha da subito dimostrato un vivo interesse nei confronti di molte delle nostre idee e dei nostri progetti innovativi in particolare lotta al degrado, sicurezza e attenzione alle famiglie e alle persone colpite dalla crisi economica. Per questo motivo la nostra scelta sarà quella di appoggiare in apparentamento con le nostre liste civiche Roberto Di Stefano, che pur nelle diversità ha dimostrato di volerci fortemente per dare insieme un segno di discontinuità e forte cambiamento rispetto all’inadeguatezza della Giunta…”.
Una conversione ad U, degna del miglior manovratore di democristiana memoria. Una solenne presa in giro per gran parte dei suoi elettori, una scelta che denota solo la voglia di spartizione delle poltrone. I due schieramenti già molto eterogenei al loro interno, insieme diventano una polveriera. Un caravanserraglio che qualora dovesse affermarsi incontrerebbe moltiss
ime difficoltà di tenuta.

C’è poi l’aspetto personale, che non è di poco conto. E’ difficile immaginare Caponi che per cinque anni faccia il secondo a Di Stefano. L’uomo ambizioso e ricco del  suo patrimonio che porta in dote, non resisterebbe. Si aprono altre ipotesi che, non appaiono  nell’accordo sottoscritto formalmente a Sesto ma gestito  a Milano: che ci sia stata qualcosa in più di qualche promessa per il Capitano, in vista delle prossime scadenze elettorali che interesseranno la Regione in primo luogo e successivamente il Parlamento.

Tutto questo nel nome dell’integrità civica a tenuta stagna. Mah? Noi scettici da sempre non abbiamo mai  creduto a questo”nuovismo” tanto al chilo. Siamo abbastanza grandi e sappiamo che: “ …si attende qualcosa di nuovo, sapendo che nulla può sembrarci ancora nuovo“. 

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