Sesto, ultimi giorni per iscriversi a svolgere il servizio civile nella sede dell’Sos ambulanze: lettera-invito di una volontaria

   SESTO SAN GIOVANNI – Si sente sempre molto spesso parlare di mancanza di valori nei giovani, di generazione fallimentare e altre cose davvero deprimenti per i ragazzi di oggi. Come in tutte le cose, anche le più assurde, c’è un fondo di verità. C’è sempre una piccola fetta di realtà in queste dichiarazioni assolute. Non sono una psicologa, né una sociologa o quant’altro, non ho certo la pretesa di mettermi qui a indagare il perché e il per come.

Poi si sente fin troppo parlare di problemi, lamentele, conseguenze drammatiche e altre cose così. Oggi quindi non voglio parlare di un problema, voglio parlare della soluzione, una delle tante sia chiaro, ma una valida, un’iniziativa davvero unica, ma spesso sottovaluta da tutti. Da quasi 30 anni infatti lo stato italiano mette a disposizione dei giovani una possibilità incredibile di crescita attraverso le realtà di volontariato. Il volontariato, come molti non sanno, è un’attività completamente gratuita che il cittadino decide di fare per il bene della cittadinanza, ma, parliamoci chiaro, anche per sé stesso.

Esatto, suona strano, ma il volontariato in qualsiasi sua forma, non è utile solo per la società, ma anche per chi decide di praticarlo. In che modo? Svolgendo questo tipo di attività il volontario cresce personalmente, impara a vivere con gli altri, si ritrova a far parte di una famiglia allargata che lo farà sempre sentire parte di qualcosa di bello e importante, che gli darà gli strumenti per essere una persona migliore. Sembra un sogno? Non lo è.

Sono una volontaria dell’associazione di pubblica assistenza Sos Sesto San Giovanni da 6 anni e posso dirti che per quanto sonno io abbia dopo un turno in ambulanza, che nonostante io debba andare a lavoro il giorno dopo, che per quanto io abbia mille cose da fare, non c’è un giorno in cui io varchi la soglia di quell’associazione, la mia associazione, senza sentirmi il pezzo di uno splendido puzzle. Ma non solo, non è solo sentirsi a casa, imparare, fare parte di qualcosa, ma sono anche i pazienti che portiamo in ospedale a insegnarmi costantemente qualcosa di unico.

Potrei raccontare storie mirabolanti: anziani sposati da 50 anni ancora desiderosi di tendere la mano e sfiorarsi, giovani con progetti e sogni immensi, bambini con un sorriso che vale ogni ora che ho passato su quelle ambulanze e lo sguardo pieno di gratitudine di chi in quel momento ha davvero bisogno di te. Non volevo parlarti di questo, ma come sempre quando si parla della Sos le parole escono a fiumi. Oggi voglio tessere le lodi di questa iniziativa meravigliosa che lo stato, come dicevamo, offre ai giovani dai 18 ai 28 anni e alla quale anche la mia associazione aderisce. Ogni anno infatti 6 giovani hanno la possibilità di entrare in questo mondo ricevendo un piccolo compenso da parte dello stato italiano. Esatto, tutto quello che ti dicevo, tutte le cose che si possono imparare, alcuni giovani hanno la possibilità di apprenderle con una retribuzione.

“Il Servizio Civile Nazionale opera nel rispetto dei principi della solidarietà, della partecipazione, dell’inclusione e dell’utilità sociale nei servizi resi, anche a vantaggio di un potenziamento dell’occupazione giovanile”. Questa è la definizione ufficiale, ma ce n’è un’altra, ufficiosa per così dire, che mi è stata data da Sofia, una volontaria dell’associazione che ha svolto per un anno il servizio civile nazionale: “è imparare, nient’altro, ogni giorno, imparare a stare con gli altri, imparare cosa significa davvero aiutare, imparare che esistono gli altri, ma davvero, imparare a considerarli quando agisci. Ma non solo, è imparare come funziona il mondo del lavoro, quante difficoltà ci sono dietro far uscire un’ambulanza da un box per soccorrere le persone, imparare che il lavoro di due persone messe insieme vale il triplo rispetto alle forze separate e boh, non vado avanti perché potremmo scriverci un libro su cos’è stato quell’anno per me”.

Per questo e altri mille motivi, se sei un giovane dai 18 ai 28 anni, se hai davvero voglia di fare, se vuoi imparare tutto quello che una realtà presente da 40 anni sul territorio può insegnarti, se anche tu sei stanco di sentir dire che la tua generazione non ha voglia di fare nulla, ecco manda una mail a serviziocivile@sossesto.it o chiama lo 02/2425466 o se hai voglia di fare due passi vienici a trovare in via Karl Marx 111 a Sesto San Giovanni. L’impegno richiesto è di 12 mesi per 30 ore a settimana con una retribuzione di 433 euro mensili, ma quello che ci guadagni è molto di più. Ci sono solo 6 posti e le iscrizioni si chiudono lunedì 26 giugno alle ore 14:00, non perdere la tua occasione!

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Categorie:Attualità

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