Pentagramma politico: Di Stefano vince ma a perdere malamente è il centro sinistra con un Pd frantumato

   Roberto Di Stefano è  il nuovo sindaco di Sesto. Vince il centrodestra perde malamente il centrosinistra. La sconfitta è  la logica conseguenza di cinque anni di una giunta grigia, molto autoreferenziale distante dai cittadini. Più  volte l’abbiamo segnalato, sempre inascoltati, spesso snobbati,  qualche volte derisi.  Monica Chittò, ha le sue responsabilità che non sono poche ma insieme  a Lei , a concorrere per la sconfitta  c’è  un partito democratico inesistente e un gruppo dirigente assolutamente incapace.   

Dopo 72 anni crolla la roccaforte della sinistra. È  una sconfitta pesante e qualcuno dovrà  fare i conti con la propria coscienza.  Certo, c’è un ‘ondata di destra che si abbatte sull’Italia, e molte roccaforti rosse sono cadute. Ma a Sesto c’è un elemento in più: l’ inefficacia e l’incapacità  di chi ha amministrato in questi cinque anni. La vittoria di Di Stefano, avversario assolutamente battibile ne è la conferma.

Ma la città ha scelto il “cambiamento”. L’ha fatto convinta di trovare nel nuovo sindaco, risposte alle proprie istanze. La stanchezza del centrosinistra era palpabile, si capiva che non era più in grado di offrire quell’entusiasmo, e quella capacità di rappresentanza che negli anni l’aveva sempre caratterizzato. La città l’ha conquistata la destra laddove la sinistra ha abdicato. Il dato politico più interessante in questo senso è quello di Cascina Gatti, da sempre feudo della sinistra , passato alla destra con più del 60% dei consensi.

Esce sconfitta anche una certa arroganza nel fare da parte di componenti cosiddetti autorevoli della giunta, che si sono messi contro tutto e tutti, ma anche l’improvvisazione e la spocchiosità.   Sesto ha voluto premiare  chi ha sentito più vicino. La destra in questo è stata brava. Lo stesso risultato del “civico” Caponi lo dimostra. I suoi voti  al primo turno, portati in dono a Berlusconi, che come ha confermato l’ex ministra Gelmini, si  è speso per l’apparentamento, conferma ciò che abbiamo sempre sostenuto: quella scelta nasceva si, da un lettura locale dei mutamenti sociali, ma da sempre si è caratterizzata politicamente a destra. 

Lo afferma lo stesso ex ministro Lupi del centrodestra  di Alfano, che rivendica il merito di aver sostenuto Caponi. La vittoria di Di Stefano non risolve i problemi, ma in qualche modo li accentua.  L’eterogeneità  della coalizione, la sua frammentazione  e la forte caratterizzazione di destra rischiano di franare addosso al neosindaco, che per prima cosa si troverà a fare i conti con la formazione della giunta, dove le nove liste che l’hanno appoggiato rivendicano una rappresentanza.  

C’è poi il problema Caponi, deciso a stare fuori dal governo cittadino, ma determinato a fare il Presidente del Consiglio comunale, da dove in piena libertà può condizionare Di Stefano, costruire il proprio futuro ed aspettare per il tempo necessario che gli impegni presi nelle alte sfere al momento dell’apparentamento vengano rispettati. A tutto ciò va aggiunta   la scarsa esperienza,  la modestia di una parte del personale politico, e l’ombra nera che aleggia.

Il quadro che si presenta è  decisamente difficile. Al nuovo sindaco ‘gli auguri per il suo mandato, e che da oggi sia capace innanzitutto di essere il sindaco di tutti, e di rispettare i valori fondanti democratici ed antifascisti, su cui si è costruita questa meravigliosa comunità. 

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