Pentagramma politico: una Giunta divisa in tre gruppi difficile da gestire per il neofita Di Stefano (ma non per il sindaco ombra)

   Cominciamo male. La prima caduta di stile Roberto Di Stefano neo sindaco di Sesto, la consuma con la proclamazione della sua Giunta. Ci troviamo di fronte ad una vera spartizione del potere; un manuale Cencelli applicato all’estremo. Si capisce subito che, questa consigliatura si caratterizzerà per la totale mancanza di collante politico.

Di Stefano esce molto ridimensionato da queste scelte, più imposte che volute. Si troverà a gestire una squadra divisa praticamente in tre gruppi contrapposti. Da una parte Gianpaolo Caponi e i suoi due fedeli scudieri, a cui farà da contraltare l’oltranzismo leghista affiancato dallo sciovinismo del trombato rappresentante di Fratelli d’Italia, con in mezzo una sperduta assessora al bilancio, unico riferimento politico del neo sindaco. E’ una giunta decisamente raccogliticcia, con due assessori leghisti che arrivano da fuori e con uno dei due che ha fatto della caccia agli Ufo , il suo programma politico.

Dove è finito lo slogan, ridicolo per altro, di Sesto ai sestesi?  Proprio la Lega che ne aveva fatto il caposaldo della sua campagna elettorale, sceglie per assessori due “stranieri”. Alla faccia della coerenza. Anche la distribuzione delle deleghe, riflette questa situazione di precaria stabilità. Il sindaco trattiene la delega alla città della salute, al personale allo sport e alla sicurezza. Poi scopriamo che la stessa sicurezza viene conferita all’assessore  della Lega che caccia gli alieni e la promozione sportiva all’altra assessora della Lega.

Così come il demanio diviso tra Caponi e il leghista ufologo e via dicendo. Una spartizione fatta col bilancino che avrà pesanti ripercussioni sulla attività amministrativa. Un quadro desolante che la dice lunga sulla bontà delle promesse elettorali. Sarà comunque difficile tenere a bada il protagonismo di Caponi, che spinto dalle sue giustificate ambizioni e da qualche impegno politico, ha tutto l’interesse a calcare la scena da primo attore in vista delle elezioni politiche dell’anno prossimo.

Queste nomine non ci hanno sorpreso. Sono perfettamente in linea con la qualità politica della coalizione, che assomiglia a quei trenini che i bambini formano raccogliendo vagoni diversi, obsoleti e magari senza ruote. Una giunta che per come è stata rappresentata sia nelle scelte degli assessori, che nella distribuzione delle deleghe, si distingue per mancanza di qualità. Troppo critici? Vedremo! (Mangiafuoco)

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Categorie:Attualità, Politica

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