Sesto, Sandro Piano avvia il lavoro di “ricostruzione politica” per coinvolgere tutti gli elettori sestesi a riavvicinarsi alla vita amministrativa

   

L’avvocato Alessandro Piano.

 SESTO SAN GIOVANNIHa sempre ragionato con idee chiare e oggettive sulle necessità e i bisogni dei cittadini, senza nascondere le difficoltà esistenti. Ha posto problemi reali da risolvere e soluzioni possibili. Ora, dall’altra parte della barricata, si è preso l’impegno di ricostruire il rapporto con i cittadini rendendo credibile una politica amministrativa a “misura d’uomo” che coinvolga tutti i cittadini-elettori e non solo una minima parte. Un lavoro lungo che Sandro Piano promette di portare avanti da subito, con proposte propositive, lontano dalle polemiche senza scopo.

Ieri si è insediato il Consiglio Comunale ed è iniziato il primo mandato del sindaco di centrodestra con una maggioranza numericamente forte – scrive Alessandro Piano -. Eppure il dato numerico non è sufficiente per governare le complessità di una città come la nostra. Più dei numeri conta la forza politica, l’esistenza di un disegno serio e concreto di governo del municipio e di cambiamento della città. Valuteremo se questo disegno sarà presente nelle linee programmatiche che saranno discusse nei prossimi consigli comunali.

Il dato elettorale è chiaro e dobbiamo dare atto a Di Stefano della sua netta affermazione. Tuttavia, alla grande responsabilità di chi è uscito sconfitto dalle urne, si deve accompagnare la misura e il senso di responsabilità di chi ha vinto. Durante i lavori del consiglio comunale un signore alle mie spalle ha esordito dicendo: «ABBIAMO LA CITTA’ IN PUGNO”. Ricordo a quel signore e a me stesso un solo dato, non confutabile: Di Stefano e la sua coalizione hanno preso 16 mila voti, ma non hanno votato per loro (hanno votato per altri o non hanno proprio votato) ben 45 mila sestesi.

La stessa cosa è accaduta nel 2012, così come è accaduta lo scorso 25 giugno in tutti i comuni italiani. Segno evidente che i cittadini ormai hanno maturato una crescente disaffezione nei confronti della politica. Terminata la comprensibile euforia da stadio, mi auguro che il Sindaco acquisisca la consapevolezza di questo dato elementare e inizi a lavorare con umiltà per contribuire, nel suo piccolo, a riavvicinare i cittadini alla politica”.

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Categorie:Politica, Varie

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