Sesto, la minoranza del Pd all’attacco: Le linee del programma di Giunta? Il volantino elettorale del sindaco Di Stefano

   SESTO SAN GIOVANNIIl Pd fa la parte del Pd, ora che sta all’opposizione. Così dopo il consiglio comunale di giovedì sera, dove il sindaco Roberto Di Stefano ha presentato le linee del suo programma amministrativo, il capogruppo diessino Roberta Perego afferma:

Ieri sera con la votazione delle linee programmatiche dell’attuale amministrazione si è persa un’occasione importante: l’occasione di non fermarsi alle paure e alle insicurezze delle persone ma di proporre una visione di città capace di tenere insieme la città esistente e la città futura. Ci ha stupito fin da subito la perfetta coincidenza tra il programma depositato dall’allora candidato sindaco Di Stefano prima delle elezioni dell’11 giugno e le linee programmatiche di questa amministrazione, che avrebbe dovuto essere, come sentito spesso in campagna elettorale, a forte trazione civica. Così forte che per poter dire la propria voce sul programma di governo dei prossimi cinque anni, ha dovuto presentare un OdG, nemmeno un emendamento che sì avrebbe modificato le linee programmatiche, tentando così un maldestro salvataggio in corner.

Quel programma avrebbe dovuto restituire il terreno comune su cui è maturato l’apparentamento e renderne ragione e prospettiva alla città: viene il sospetto che le ragioni siano state più su posizioni da rivendicare che su orizzonti di ampio respiro per Sesto San Giovanni. Le linee programmatiche messe in votazione altro non sono che il volantino elettorale del Sindaco Di Stefano, in cui ancora si cede alla tentazione degli slogan da campagna elettorale che portano ad affermazioni avventate per un’Istituzione: mancanza di legalità nei luoghi di culto, pericolosità del forno inceneritore di Sesto, eliminazione della TASI peraltro già abolita dal governo Renzi.

Ci allarma che nel programma di governo dei prossimi cinque anni manchino intere parti di città: in quelle pagine non compaiono mai le parole welfare, disabilità, giovani, cultura, partecipazione e associazionismo, donne, diritti, politiche di genere. Manca qualsiasi riferimento alla scuola e alle politiche per l’infanzia, vero investimento sui cittadini di domani, luogo in cui si lavora per contrastare la disuguaglianza sociale. Non c’è nessun indirizzo sulle politiche culturali, sulle pari opportunità, sulle politiche giovanili e sulle politiche di welfare: questo appare ancora più grave nel contesto odierno dove la popolazione anziana, la disabilità, la povertà e l’emarginazione richiedono risposte urgenti e proposte dallo sguardo lungo.

Stupisce che a fronte di un programma dettagliato e impegnativo anche dal punto di vista economico sugli animali da compagnia, manchi pari visione, attenta e puntuale, su servizi sociali, sulla scuola, sullo sviluppo delle aree Falck, sull’urbanistica. Dimenticarsi di tutto questo non significa solo dimenticarsi di una fetta importante di cittadini, ma significa dimenticarsi di dare futuro: in queste linee programmatiche non c’é speranza, non c’è futuro, ma solo paura e insicurezza.  (Roberta Perego Capogruppo Partito Democratico)

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Categorie:Attualità, Politica

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