Paderno, il Tar annulla la licenza di Città Metropolitana per riprendere l’attività all’ex Eureco dove ci fu lo scoppio con 4 vittime

Il sindaco Alparone

    PADERNO DUGNANO – Il Comune vince il primo round sulla vicenda dell’ex Eureco, la fabbrica di smaltimento rifiuti dove nel 2010 ci fu uno scoppio con quattro morti e tre feriti. Un’altra società, nata sulle ceneri di Eureco, ha chiesto l’autorisìzzazione di poter riprendere l’attività di smaltimento dei rifiuti speciali sulla stessa area e Città Metropolitana aveva dato il suo benestare. Il Comune ha fatto ricorso ed ora il TAR della Lombardia ha annullato da decisione.

La terza sezione del TAR della Lombardia ha pubblicato ieri la sentenza con cui ha accolto il ricorso presentato dal
Comune di Paderno Dugnano e ha annullato l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata da Città Metropolitana di Milano alla società Tecnologia&Ambiente nel luglio 2016. I giudici amministrativi hanno ritenuto fondati i motivi, argomentati dall’Avvocatura
Civica, addotti dall’Amministrazione Comunale contro il provvedimento che avrebbe consentito l’attivazione del sito produttivo per lo smaltimento e il recupero di rifiuti nello stesso insediamento dell’ex Eureco.

Il TAR ci ha dato ragione ritenendo legittime le nostre contestazioni che già in fase di conferenza dei servizi avevamo evidenziato con chiarezza e fermezza di posizione – commenta il Sindaco Marco Alparone – Avevamo annunciato le nostre obiezioni sia tecniche sia giuridiche a Città Metropolitana all’indomani del rilascio dell’autorizzazione e ci siamo rivolti a un giudice terzo per far valere le ragioni di un’intera comunità. Questa sentenza oggi ci dice che ci siamo sempre mossi con coerenza e soprattutto legittimamente per evitare che venisse attivato un nuovo impianto nello stesso sito in cui quattro persone hanno perso la vita nel novembre del
2010. Abbiamo dovuto chiedere l’intervento di un Tribunale dopo aver preso tristemente atto che non era stata rispettata la volontà politica e sociale della nostra città espressa in tutte le sedi istituzionali. E’ una vittoria dal sapore comunque amaro, perché il pensiero non può che andare a chi in quel sito produttivo ha trovato la morte e alle loro famiglie che non li hanno più potuti riabbracciare”.

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Categorie:Attualità

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