Sistema Sesto: la Corte d’Appello assolve tutti gli imputati tra cui Filippo Penati, ex sindaco ed ex presidente della Provincia

Filippo Penati

   SESTO SAN GIOVANNISul Sistema Sesto forse è stata scritta la parola fine. La Corte d’Appello di Milano questa mattina ha assolto tutti gli imputati, dopo la sentenza di assoluzione del tribunale di Monza e il ricorso della Procura. Con la decisione odierna si gira pagina e si pone fine ad ogni sospetto. Nel commento della cronaca dell’Ansa fa specie sapere che tra le persone presenti che hanno applaudito l’assoluzione c’era anche Piero Di Caterina, una delle gole profonde di questo processo fatto scattare sette anni fa con delle dichiarazioni poi in parte ritrattate. Ma tant’è.

Assolti anche in secondo grado gli imputati per la vicenda con al centro il cosiddetto ‘sistema Sesto’, tra i quali l’ex presidente della Provincia di Milano ed ex capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani, Filippo Penati, accusato di corruzione e finanziamento illecito. Lo ha deciso la Corte d’Appello di Milano che ha scagionato anche l’architetto Renato Sarno e Bruno Binasco e la società Codelfa. Tutti erano già stati assolti in primo grado.

La sentenza di assoluzione dei giudici della seconda corte d’Appello di Milano è stata accolta in aula da un applauso da parte degli imputati presenti, tra cui l’architetto Renato Sarno, Antonino Princiotta e l’imprenditore Piero Di Caterina. Nel dicembre 2015 il Tribunale di Monza (presidente del collegio Giuseppe Airo’) aveva assolto Penati, difeso dai legali Nerio Dioda’ e Matteo Calori, l’ex suo braccio destro Giordano Vimercati (la sentenza tempo fa è diventata definitiva), Sarno, ritenuto dai pm monzesi il collettore di tangenti, Princiotta, l’ex segretario generale della Provincia di Milano e, tra gli altri, Bruno Binasco, ex manager del gruppo Gavio, l’ex ad di Milano Serravalle Massimo Di Marco e anche la società Codelfa.

I giudici di primo grado avevano sostenuto che il dibattimento aveva “provato” l’esistenza del cosiddetto ‘Sistema Sesto'”, ma “all’esito dell’istruttoria il Collegio non ritiene raggiunta la prova dell’ipotesi accusatoria“. Ipotesi per cui allora la Procura monzese aveva chiesto quattro anni di carcere per l’ex numero uno di Palazzo Isimbardi, per gli altri pene varianti da due anni e mezzo a un anno e quattro mesi e la confisca di 14 milioni di euro alla Codelfa. Le accuse a vario titolo erano corruzione (di cui ora sono prescritti i due capi di imputazione che riguardano il Sitam e l’immobile di via Varanini mentre è rimasto in piedi quello delle presunte mazzette relative alla Milano-Serravalle) e solo per Penati, finanziamento illecito ai partiti (vicenda, questa, per la quale a Milano i suoi coimputati sono stati assolti).

Gli episodi di concussione per le presunte ‘stecche’ sulle concessioni edilizie per le aree ex Falck e Marelli di Sesto San Giovanni, in sostanza il cuore delle indagini, vennero dichiarati prescritti già nel 2013. Oggi comunque gli imputati hanno incassato per la seconda volta l’assoluzione. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

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Categorie:Cronaca, Giudiziaria

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