Pentagramma politico: la Giunta opera verso la cancellazione di una identità della città con l’opposizione paralizzata (e consenziente?)

 ” ...Mi han detto che questa mia generazione, ormai non crede…una politica che è solo far carriera, il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto e un dio che è morto, nei campi di sterminio dio è morto, coi miti della razza dio è morto con gli odi di partito dio è morto...”.

Questo capolavoro di Francesco Guccini, racchiude il nostro stato d’animo, di fronte a scelte dell’attuale Giunta di Sesto. Questi amministratori, dietro un’apparente legalità, stanno perpetuando una politica tesa ad abbattere soprattutto sul piano culturale, una storia che con pur tanti difetti, ha caratterizzato la città di Sesto. Una storia di convivenza, di politiche sociali, di un DNA particolare, fatto di nucleotidi ricchi di socialità. La giunta Di Stefano, sta cercando di minare tutto ciò.

Hanno iniziato con la pantomima di Piccoli&Grandi: prima si chiude, dopo le proteste si apre, poi si è aperto con un aumento del 500% , tanto da far dire alla velocista Angela Tittaferrante, l’assessore che scappa davanti alle contestazioni, che: “….di fronte al calo della domanda, il servizio è da ritenersi non prioritario“. Come dire: ho tolto il motore all’auto, visto che non va, è da ritenersi inutile.

Altra pantomima con la gestione dei nidi, dove l’assessore al bilancio, le cui performance in consiglio si limita alla lettura delle delibere, in un’intervista  aveva proposto l’esternalizzazione, ritrattando subito dopo, a sua volta smentita dalla centometrista Tittaferrante. Hanno poi intaccato un percorso di dignità e di  valori, con l’uscita dalla rete Re.A. DY., rete delle amministrazioni contro le discriminazioni di genere, che aveva avviato un lavoro di grande sensibilità sul territorio, per far conoscere e divulgare la politica della tolleranza e della convivialità. Per ultimo la decisione formale sulla Moschea.

Di tutto ciò l’opposizione si è accorta a spot, intervenendo male e solo sui social, con comunicati più personali che di partito, mostrando un’incapacità di fondo a svolgere il proprio ruolo. Non parliamo solo del Pd, assente ingiustificato alle prese con una riorganizzazione interna, ormai rassegnato ad aspettare Godot. Poco ci aspettavamo dal M5s, non tanto per la qualità dei consiglieri, ma in generale per lo stato di frustrazione in cui si trova,  dopo il caso Foderaro.

La critica la rivolgiamo soprattutto alla Lista Popolare x Sesto, e al suo rappresentante Alessandro Piano, da sempre impegnato per i diritti civili e sociali, assolutamente inefficace sul piano politico dopo le scelte della giunta, più impegnato in una logica  di confronto istituzionale con la giunta (qualcuno addirittura parla di inciucio), che nell’organizzazione delle battaglie politiche.

Ci sono dei momenti, e questo è uno di questi, dove gli atteggiamenti, la linearità, la differenziazione politica e comportamentale valgono tantissimo. E’ meglio ricordarselo, se si vuole essere credibili. (Mangiafuoco)



Categorie:Attualità

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