L’INTERVISTA / Roberta Perego, capogruppo del Pd: “Questa Giunta è ferma alla propaganda elettorale spaccando la città, invece occorre lavorare ascoltando tutti i sestesi”

 

  • Siamo a otto mesi dall’insediamento della nuova giunta di centrodestra; è stata lei stessa Assessore nella scorsa amministrazione: che giudizio dà di Di Stefano?

“In questi mesi la giunta mi pare sia ferma alla propaganda della campagna elettorale: molti annunci ma pochissime cose fatte. Sostanzialmente nulla. Hanno dimostrato di avere come unico scopo: comunicare un’idea di insicurezza in città. Da qui i Daspo, l’esercito, etc:  è tutto incentrato sulla presunta insicurezza e su nient’altro. Tra le altre questioni importanti hanno deciso di spaccare subito la città con una delibera, quella sul centro culturale islamico, che ha prodotto un ricorso al Tar di cui  conosciamo l’esito. Sordi al nostro appello di applicare le sanzioni necessarie ma evitando uno scontro frontale con quell’importante comunità cittadina, hanno affrontato un ricorso e sono andati avanti sulla loro strada. Se ci fossero tutti problemi di cassa di cui parla il Sindaco, ora non si capisce perché con leggerezza vogliano ricorrere al Consiglio di Stato, con tutti i costi e le inevitabili nuove frizioni che comporterebbe tale scelta. Che dire poi dell’affermazione di voler indire un referendum sulla moschea tra i cittadini? Significa non conoscere lo Statuto di Sesto, che non prevede referendum su temi urbanistici e voler solo attuare una prova di forza che non porta a nulla di buono.  Poi l’altra delibera che ha visto un dibattito importante è stata quella di Villa Puricelli Guerra, data secondo noi a cuor leggero e in modo azzardato ad Aler. Altro di significativo non hanno fatto”.

  • Tre consigli comunali, in questi giorni, con il documento unico di programmazione, sullo sfondo la vicenda nidi e la manifestazione di sabato. Perché ne contestate le scelte e appoggiate il Comitato genitori?

“Non entro nel merito della legittimità, ma l’amministrazione sta facendo qualcosa che secondo noi politicamente è sbagliato. Per noi la priorità è sicuramente la qualità dei servizi e che lo spostamento delle poste di bilancio non vada a discapito delle categorie più fragili, e in queste noi non intendiamo solo gli anziani e i disabili ma le famiglie tutte. Abbiamo presentato in questi giorni degli emendamenti per riuscire a tenere insieme un investimento sulle manutenzioni, che non faccio fatica ad ammettere siano anche esse indispensabili, con il mantenimento di tutti i servizi alla persona. Nel metodo è mancato completamento un percorso di condivisione sulla vicenda nidi e rette del centri ricreativi estivi. Hanno fatto lo stesso con questo bilancio in discussione che non ha visto il confronto con tutte le realtà del territorio, percorso che noi abbiamo sempre fatto e che ci pare oltre che doveroso, indispensabile”.

  • Due anni fa avete avuto a che fare con il centro diurno disabili: vede analogie con ciò che sta succedendo ora con i nidi? Avete anche voi fatto degli errori a suo tempo?

“Non ho problemi ad ammettere che si sono fatti errori nell’impostazione del percorso inizialmente troppo irruento. Forse su questo c’è un’analogia di errori. Ma non sono assolutamente confrontabili le due vicende. Quel percorso poi è stato corretto, grazie al dialogo che all’inizio è apparso quasi obbligato, ma che è stata un’occasione per costruire insieme ai lavoratori e alle famiglie la miglior scelta possibile. La ragione poi che ha portato ad affrontare il cdd era un problema di pieno funzionamento del servizio, e non di tipo economico. Con il blocco delle assunzioni eravamo in una situazione per cui, volendo salvare e potenziare il servizio stesso, abbiamo dovuto prendere delle decisioni anche difficili e che qualcuno ci rinfaccerà per sempre nel futuro. Ne sono consapevole, ma oggi son felice di incontrare in città le famiglie dei ragazzi che frequentano il centro diurno disabili e sentirle soddisfatte.  Sui nidi quel problema noi non ce lo saremmo mai posto: i nidi funzionano a pieno regime e sono un servizio completamente diverso. Chiudendo il nido XX Settembre si farà una scelta irreversibile e lo stesso nido non potrà mai più essere riaperto”.

  • Si è rivista una ritrovata unità dei partiti di centrosinistra della città con il sostegno al comitato genitori; la si vedrà, questa unità, anche nel futuro, anche  su altre vicende e in vista di future alleanze politiche?

“Ci tengo a ribadire che questa manifestazione è nata spontaneamente dal basso con cittadini che magari anni fa contestavano scelte dell’amministrazione precedente e questo dá loro forza e sgombra il campo dall’accusa di possibili strumentalizzazioni. In questo momento le forze politiche che erano presenti e a fianco dei cittadini sono accomunate dalla stessa visione della centralità della persona e delle tutela delle fragilità. Ma ci sono poi altri mille temi nella visone e nel governo di una città. Dire che ci saranno in futuro convergenze è assolutamente prematuro e forse azzardato. Quattro anni sono un’era geologica per la politica, certo sabato si è vista una sensibilità comune, ampia e trasversale. Quando sarà il momento si dovrà partire dall’idea di città che si ha in mente e non da una posizione politica preconcetta”.

  • Le ultime elezioni, sia quelle locali che alle recenti politiche, hanno fatto emergere quanto il Pd sia in difficoltà nelle realtà meno dinamiche e produttive del paese, sopratutto nelle sue aree più periferiche e tra quei cittadini che sono in questo momento in difficoltà. Pare non abbiate più appeal, avete fatto un analisi sui motivi?

“Dopo le elezioni comunali abbiamo fatto un congresso con il passaggio di consegne dall’ex segretario Marco Esposito che abbiamo ringraziato, a Nicola Lombardo che si è fatto carico di tutta la ricostruzione del Pd dopo le amministrative con un rinnovamento dei quadri dirigenti. L’analisi anche dopo le recenti elezioni non è mai mancata, un’analisi anche di ammissioni rispetto  ad alcuni limiti che il Partito Democratico ha rivelato. Limiti che si sono visti anche dagli ultimi risultati. Seppur in un contesto difficile qualche cosa in termini di recupero percentuale e di consenso si è visto muovere. Poi per utilizzare una frase  di una persona a me cara e un modello anche in politica (Sara Valmaggi nrd) “la traversata nel deserto sarà lunga”, non avverrà nell’immediato e necessiterà di grande ascolto e un grande lavoro in città e questo lavoro abbiamo iniziato a farlo”.

  • Lei è un importante esponente del Pd Sestese e capogruppo in consiglio comunale, cosa farà Roberta Perego da grande e quali sono le sue ambizioni per il futuro?

“Importante mi fa sorridere; in questo momento Roberta Perego ha un unico obbiettivo: non la definirei ambizione, che è rispondere al mandato dei cittadini che mi hanno votato e del partito che mi ha scelto come capogruppo. Cercando di farlo nel miglior modo possibile, con un opposizione ferma ma anche propositiva, in continuo ascolto con i cittadini, cercando insieme agli altri membri del mio partito di costruire un’alternativa vera alla governo della città”. (Stefano Parente)

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Categorie:Attualità, Politica

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