Sesto, Stefania Di Pietro sul Bilancio 2018: “La favola della giunta Di Stefano…”

Stefania Di Pietro

SESTO SAN GIOVANNI – Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato:

La formica e la cicala: la favola del bilancio della Giunta Di Stefano. Con questa favola il Sindaco nel suo intervento in consiglio ieri sera ha parafrasato le scelte alla base del bilancio approvato dalla sola maggioranza che, come da copione, non ha accolto nessuna delle proposte, emendamenti e ordini del giorno, dell’opposizione. Una bella favola: questo e’ il documento di previsione licenziato ieri sera e, ancor più’ il collegato Documento Unico di Programmazione (DUP), talmente lacunoso da rendere necessario integrarlo – o meglio riscriverlo – con gli emendamenti del Polo Civico. Emendamenti su ambiti fondamentali ma che, inseriti a posteriori, ci consegnano un libro dei sogni privo di copertura economica. Perché le risorse per realizzare anche solo una delle proposte emendate non sono previste ne’ nel bilancio ne’ nel Piano Triennale delle Opere” dichiara Stefania Di Pietro, capogruppo della lista Insieme con Monica Chittò.

Questo bilancio ha, di fatto, messo in contrapposizione la città, bambini e anziani, servizi e interventi di manutenzione (di cui si riconosce la necessità, ndr), sintomo evidente di miopia politica mascherata dal “voler essere brave formiche”…. “Di politico, nel senso di visione strategica e di capacità di progettazione nel medio periodo, in questo bilancio c’e’ molto poco. Alcune scelte sono condivisibili, vedi risorse per il PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) in spesa corrente, ma restano scelte a spot che ci consegnano una città fortemente divisa, una incapacità di confronto, di condivisione e di proporre una visione politica strategica della città” prosegue Di Pietro.  Non si può e non si deve arrivare a contrapporre bambini e buche, basando le proprie scelte su meri criteri contabili, perché questo e’ ciò che è emerso da molti interventi della maggioranza, giunta compresa. Il DUP e il conseguente bilancio rappresentano il primo vero atto politico di una giunta e basare tutto su questioni di cassa e’, come detto, emblematico di una mancanza di visione.

Mi sarei aspettata più coraggio da una giunta nuova che ha fatto della discontinuità il proprio baluardo. Questo coraggio non l’ho rinvenuto, questa discontinuità nemmeno, perché se e’ vero, come lo e’, che chi amministra ha il dovere di fare scelte, altrettanto vero e’ che deve essere capace di confrontarsi prima con la città, fare sintesi e poi assumere decisioni. Tutto questo e’ mancato e anche quelle scelte, poche, che avrebbero potuto essere riconosciute valide, sono capitolate di fronte a un bilancio “impolitico”. Suggerisco al Sindaco un’altra favola: La volpe e l’uva. La volpe che, non riuscendo ad afferrare i grappoli d’uva, li considera acerbi e’ il perfetto paradigma di coloro che, per incapacità (di visione politica, ndr), accusano le circostanze e sminuiscono a parole ciò che non possono o, meglio, non riescono a fare”conclude la capogruppo della Lista Civica “Insieme Con Monica Chittò”.

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Categorie:Attualità, Politica

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