Il tribunale di Milano “condanna” i sindaci leghisti che avevano emesso ordinanze contro gli affitti agli stranieri irregolari

Una protesta degli immigrati (archivio)

    COLOGNO MONZESEUno dei provvedimenti per combattere l’immigrazione clandestina era stata di emettere un’ordinanza che vietava ai cittadini di affittare le case agli stranieri irregolari, pena una salata multa. Il provvedimento era stato adottato dai sindaci leghisti di alcuni comuni, tra cui Cologno Monzese, dove Angelo Rocchi, sindaco, aveva firmato il provvedimento.

Era subito intervenuta la prefettura dichiarando l’ordinanza illegittima e invitando i sindaci a revocare il provvedimento, ma la pratica delle proteste è continuata per effetto della denuncia alla procura da parte di alcuni legali che seguono le vicende degli stranieri. Ora il tribunale di Milano ha “condannato” i sindaci per quel provvedimento, condannandoli a pagare anche mille euro di risarcimento da versare alle associazioni.

La vicenda era iniziata quando con alcune ordinanze adottate nell’estate 2017 i sindaci dei Comuni lombardi di Inzago, Cologno Monzese e Gallarate hanno trasmesso “il concetto che l’accoglienza” dei richiedenti asilo “metta in pericolo di per sé la salute e l’incolumità pubblica” con “l’unico effetto, indiretto, di violare la dignità ed offendere le persone destinate ad essere ospitate in ragione della loro provenienza etnica e nazionale, alimentando il clima di sospetto, intimidatorio, ostile ed umiliante“.

Lo scrive il Tribunale civile di Milano in due sentenze con cui ha dichiarato il “carattere discriminatorio” delle ordinanze, accogliendo il ricorso dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), di Avvocati per niente onlus e del Naga. Il caso, spiega Asgi, era nato quando “numerosi sindaci leghisti avevano adottato un unico modello di ordinanza” con la quale “avevano imposto una serie di oneri procedimentali a tutti i privati che intendessero mettere a disposizione i propri immobili per attività di accoglienza”.

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Categorie:Attualità, Giudiziaria

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