L’ex vice sindaco Caponi attacca Di Stefano: “Mettere il bavaglio all’associazionismo manifesta debolezza e incapacità di confronto, noi non ci stiamo”

Caponi e Di Stefano: chi è il vero traditore politico?

  SESTO SAN GIOVANNIA poche ore dal consiglio comunale, dove si parlerà anche del nuovo regolamento che disciplina le associazioni e le Consulte, l’ex vice sindaco Gianpaolo Caponi pubblica un intervento sul proprio profilo facebook che (sarà la volta decisiva ?), mette in guardia la Giunta di Roberto Di Stefano a non compiere il passo di “imbavagliare” le Consulte dopo tutto il lavoro di coinvolgimento democratico fatto da Sesto nel Cuore per arrivare alla Casa delle Associazioni che ora si vuole “pilotare”. Parole precise e che potrebbero risultare decisive, sempre che Sesto nel Cuore ha ancora un seguito. Vedremo gli sviluppi dopo questa dichiarazione di Caponi.


E’ prossima la votazione di una delibera, proposta senza alcun confronto preventivo, che stravolge i regolamenti e mette il bavaglio al mondo del volontariato e dell’associazionismo. Una volta deliberata le associazioni nella LORO nuova consulta avranno rappresentanti nominati dai partiti e dal Sindaco che sceglierà per loro il presidente che a sua volta sceglierà i rappresentanti. Solo 1/3 dei componenti verranno espressi dal mondo delle associazioni.

Sesto nel Cuore, si è battuta ed è stata protagonista per far nascere nella nostra città la casa del volontariato, anche e soprattutto per dare voce in autonomia a questo mondo fondamentale per il nostro paese, per la nostra città, un mondo che si contraddistingue proprio per la terzietà rispetto ai partiti. Ora, di fronte a questa inaccettabile decisione, che manifesta nella sua interezza la debolezza e la incapacità al confronto di chi dovrebbe invece essere capace di governare a nome di tutti, non si può stare in silenzio. Questa delibera è inaccettabile.

Servono sane politiche di sostegno al terzo settore fondate sulla capacità di ascolto delle esigenze e poi di sintesi; non bavagli o occupazioni di poltrone. Abbiamo criticato le precedenti amministrazioni proprio per questa occupazione di tutti gli spazi liberi della città, coerentemente critichiamo questa decisione. Il senso di amore per la mia città ci aveva portato a soprassedere dal prendere pubbliche posizioni sulle mie dimissioni e quelle di Angela Tittaferrante, divergenze sul modo di governare la città, per continuare a collaborare, come gruppo consiliare, nella soluzione dei problemi, anche finanziari, ereditati dalla vecchia amministrazione.

Di fronte a tanta incapacità e miopia su un mondo per noi così importante non si può non fermarsi a fare valutazioni di merito su ciò che sta accadendo. Ci si fermi e anche le associazioni facciano sentire forte la loro voce. (Gianpaolo Caponi)

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Categorie:Attualità, Politica

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