IL COMMENTO / A Natale si è tutti più buoni (se potete)

  di Sara Calvo

Il Natale sta arrivando e iniziano le note di White Christmas e Oh Happy Day a dirci che a Natale bisogna essere felici e tutti più buoni e che puoi fare quello che non hai fatto mai. Mi chiedo il motivo di questa correlazione tra buonismo e Natale. Pur essendo una buona cristiana (il che implica bontà e amore) credo sia il  periodo dell’anno che fa più imprecare a causa di fazzolettini, tachipirine e flaconcini di aspirina C sparse in casa. Ascolto anche le imprecazioni delle mie amiche al volante, poiché, in questo “sfiocchettante” mese, l’IMR (Indice Mobilità Rilevata) conta di evidenziare un aumento del 100% di traffico rispetto a tutti gli altri mesi dell’anno. Quindi possiamo anche affermare che essere più buoni a Natale è una questione opinabile. Siete d’accordo?

Camminando per le vie di Sesto, nelle ore mattutine, di solito per recarmi al lavoro o in libreria, ogni tanto mi imbatto in qualche grosso e grasso gonfiabile che canta We Wish You A Merry Christmas, non vi nego la mia riluttanza ai gonfiabili. La sera osservo le piccole lucine che illuminano i  balconi dai quali si intravede anche qualche albero di Natale. Si sente l’odore di camini accesi che sembrano riscaldare il gelo dell’inverno natalizio. È una sensazione quasi magica, soprattutto nelle ore serali. Ti senti quasi coccolata.

È vero anche che in qualche weekend dicembrino il sole ha scaldato i cuori e sedato qualche influenza e le brave donne sestesi e non, sono riuscite a far asciugare i loro panni più in fretta. La gente si prodiga a decorare la casa con oggetti colorati e luminosi, ad addobbare alberi di Natale con palle equosolidali e con il fai da te, e qualcuno riesce, se ha tempo e voglia, a realizzare anche un piccolo presepe, perché ormai una “mangiatoia” è meno cool di un American Christmas Tree e per le “cose“ meno cool si ha anche meno tempo. Tutta la family in allegria si prodiga ad organizzare uscite ai mercatini che rallegrano le piazze di Sesto, per scegliere i variopinti Christmas gifts.

Anche questo è Natale e per alcuni sembrerebbe esaurirsi in pochi verbi: impacchettare, spacchettare, illuminare, addobbare, acquistare. A volte mi chiedo se abbiamo perso qualcosa e la risposta che mi suggerisce il mio emisfero sinistro è che probabilmente ci siamo persi tra regali cubici e sferici di tutte le dimensioni. Magari doni a forma di parallelepipedo con dentro qualche sapiente libricino non sarebbero proprio male.

E se ci scambiassimo lettere? Quelle vere con foglio di carta, penna, un po’ di cuore e magari un sottofondo musicale very easy che ti fornisce la giusta ispirazione e infine consegnarle per posta tradizionale con francobollo o brevi manu? Carino no? Troppo dispendioso di tempo? Troppo complicato?
Vantaggi: è un dono economico, artigianale, tocca il cuore e necessita di poco spazio per un’eventuale sistemazione.
Svantaggi: è un dono da tenere custodito e non è accessibile a tutti. Per coloro che hanno difficoltà a cimentarsi su questa attività disusata e obsoleta si prega di utilizzare il canale you Tube e digitare: “la lettera informale” et voilà.., detto fatto!

Ci provo anche io ad iniziarla, e il mio pensiero va al mitico Santa Claus, perché in fondo il regalo più bello che desidero per me e per tutti è far risorgere il folle bambino che è in noi e custodirlo saecula saeculorum.

Caro Babbo Natale,
vorrei…dirti che per questo Natale desidererei un Fluffy slime kit, un centinaio di libri e una buona dose di pazienza, poi se permetti desidererei invitarti alla vigilia di Natale….

Per il resto: un felice Natale.



Categorie:Attualità, Cultura

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