Sesto, Comitato Pari Opportunità: cronaca di un “assassinio” annunciato

  SESTO SAN GIOVANNIIl voto a favore del nuovo regolamento espresso dalla maggioranza di centrodestra nella serata di martedì ha determinato sconquassi sul piano degli equilibri politici, sociali e culturali per le conseguenze che si potrebbero avere nella futura gestione dell’associazionismo e dei Comitati o Consulte. Sul tema delle Pari Opportunità riceviamo questo comunicato:


Martedi 11 dicembre 2018 in Consiglio comunale è stata approvata la Delibera sul Nuovo regolamento delle Consulte associative. Di fatto è stata approvata la condanna a morte della rappresentanza civica nella nostra città. Nella mattanza delle Consulte delle associazioni è stato coinvolto, con il preciso e malcelato intento di imbavagliare la voce politica delle donne di questa città, anche il Comitato Pari Opportunità, che è stato inserito nel nuovo Regolamento sebbene non sia una Consulta di Associazioni, bensì un Organismo amministrativo che, come recita il suo Regolamento, “Formula proposte da sottoporre agli organi dell’Amministrazione Comunale ed esprime pareri sugli orientamenti, sugli atti e sulle deliberazioni che abbiano rilevanza diretta o indiretta sulla situazione femminile”. 
L’emendamento di stralcio del CPO dal testo della Delibera – presentato dalle forze politiche di opposizione –   è stato respinto, confermando il disegno politico di tappare la bocca ad un Organismo, il cui compito è di vigilare e indirizzare le politiche amministrative nel campo delle pari opportunità,  derubricandolo a mero organismo consultivo senza alcun potere, e composto da una Presidente, nominata direttamente dal Sindaco e dai 2/3 delle componenti nominate dalla Presidente, mentre il restante 1/3 delle componenti verrà eletto dalle Associazioni di categoria presenti sul territorio. Quali siano queste generiche “associazioni di categoria” non è dato saperlo.

 Di certo vengono – di fatto – dichiarate ineleggibili le donne sestesi che, pur vantando una comprovata competenza nel campo delle politiche di genere, svolgono la propria attività a servizio della città nell’ambito dei partiti politici e non nelle associazioni. In questo modo il Sindaco Di Stefano e la sua Giunta hanno voluto delibertamente cancellare la connotazione squisitamente politica del Comitato Pari Opportunità, nato per essere di sostegno, supporto e indirizzo politico sulle tematiche inerenti la parità di genere. 

L’assessora Pizzochera

 Questo scempio, orchestrato dal Sindaco Di Stefano –  che prosegue nella sistematica delegittimazione della rappresentanza civica nella nostra città –   è stato attuato da due donne: l’Assessora Roberta Pizzochera e l’Assessora Alessandra Magro, senza che nessuna delle componenti del CPO – nemmeno quelle di maggioranza –  ne venisse preventivamente informata, dimostrando una volta la più totale mancanza di rispetto nei riguardi del CPO e del ruolo che è chiamato a ricoprire fino alle ore 24 del 31 dicembre del 2018, data in cui entrerà in vigore il nuovo Regolamento..

 

L’assessora Magro

Evidentemente alle assessore Pizzochera e Magro basta tagliare in pompa magna il nastro di un parcheggio rosa per credere di aver lavorato in favore delle  pari opportunità, perdendo totalmente di vista quelli che sono valori trasversali quali la lotta alla discriminazione di genere in campo politico, sociale, economico e professionale.

Una volta di più il Sindaco Di Stefano viene meno al suo ruolo di garante di tutti i cittadini sestesi, relegando le donne di questa città ad un ruolo del tutto ininfluente, ancillare e subalterno, non più protagoniste al pari degli uomini delle politiche di governo, ma mere spettatrici di decisioni prese per loro dal Sindaco.
Sesto San Giovanni, Anno Domini 2018 : bentornati nel Medievo.

Simona Durante,  Sara Gueddouda e Maria Pia Ricciardi, componenti di opposizione CPO

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Categorie:Attualità, Cultura, Politica

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