ChiaroScuro / Habemus vicesindaco allineato al potere con buona pace della democrazia

Maurizio Torresani

  Così per caso, e solo perché il sindaco Roberto Di Stefano non si presenta in giunta, scopriamo che Maurizio Torresani è il “nostro” vicesindaco. Una figura istituzionale che è obbligatoria e che a Sesto mancava ufficialmente da aprile 2018, proprio da quanto Gianpaolo Caponi, di cui Torresani era indefesso sostenitore mollò tutto: un po’ per incapacità di tenere il bandolo della matassa, un po’ perché proprio l’ex fedele, o leale, Torresani (e con lui molti consiglieri) non lo seguiva più.

 
In politica, si sa, i favori si pagano, Di Stefano ha oramai una maggioranza solida ed inattaccabile e Torresani la sedia un po’ più alta. Ad essere calpestate sono ancora una volta le istituzioni; il vicesindaco dovrebbe essere un ruolo istituzionale di riferimento per la città, non una nomina segreta per tenere compatta una maggioranza.
 
Pensare che i ruoli siano solo carte da giocarsi nella partita al potere denota un totale disprezzo verso la democrazia.
 
Ernesto Guido Gatti 
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Categorie:Politica

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