L’INTERVISTA / La normalizzazione della giunta Di Stefano non blocca Ida Spalla impegnata per la difesa della libertà e dell’associazionismo

Ida Spalla durante una premiazione

   Di lavoro fa l’attrice, di professione è impegnata nello sviluppo dell’associazionismo, della partecipazione democratica e da un’intensa attività culturale. Ida Spalla, volto sorridente e rassicurante, dolce nei modi inflessibile nei principi. Da anni impegnata attivamente a coniugare l’arte del sapere e del creare con la difesa dei principi di libertà, ha condotto la sua battaglia contro la “normalizzazione” del mondo associativo e del volontariato, voluta dalla giunta di Sesto . A lei abbiamo rivolto alcune domande e la ringraziamo per la disponibilità e di aver scelto il nostro giornale.


  • In questi giorni chi le è più vicino ha notato una sua grande amarezza e preoccupazione. Partiamo da qui: come si sente?

“Arrabbiata perché la “normalizzazione” in realtà corrisponde a silenziare, se poi fosse possibile far tacere le persone, un’Assemblea di Associazioni che stava strutturandosi, non solo nella condivisione dei problemi e quindi nella solidarietà tra associazioni, ma anche nella collaborazione e nella partecipazione alle attività e ai progetti di ognuna. Sono risentita per le bugie dette; odio la menzogna, ma sembra che ci si debba abituare: l’esecutivo ha lavorato tanto e faticosamente, perché oltre ad aver affrontato il grave problema sedi in modo propositivo e critico, ha cercato, nonostante le porte chiuse, di creare momenti di aggregazione e di progettazione con l’amministrazione: l’esecutivo è stato disponibile a supportare fattivamente gli uffici negli eventi che hanno coinvolto le associazioni; a diventare  strumento di facilitazione nei rapporti tra uffici e associazioni; abbiamo sempre, fino all’ultima assemblea, lavorato per il dialogo. Dispiaciuta, certo, perché le Associazioni, sono un valore e una ricchezza, che non interessa minimamente a questa amministrazione”.

  • Quali sono per lei i punti del nuovo regolamento delle associazioni voluto dalla maggioranza che maggiormente la preoccupano?

“Riporto quello che abbiamo scritto alle associazioni: “Nel nuovo Regolamento, redatto senza alcun confronto con i soggetti interessati, leggiamo che i membri delle Consulte, massimo 15, sono per i 2/3 nominati su indicazione del Presidente (Art. 4) che è “designato” egli stesso con atto del Sindaco (Art. 3). Solo 1/3 viene eletto su indicazione delle associazioni iscritte all’Albo comunale. Inoltre i componenti di una Consulta possono essere revocati dal Presidente senza che il nuovo regolamento indichi i casi e le motivazioni. Ricordiamo che il Comitato Esecutivo, da regolamento attuale, ha due rappresentanti per ogni settore di appartenenza, eletti dalle Associazioni, assicurandone l’autonomia dai partiti e la rappresentanza di ogni settore”.

“Il nuovo Regolamento dice anche che le associazioni iscritte all’Albo hanno il diritto di far parte dell’Assemblea plenaria (Art. 12 ) che è convocata dall’assessore all’Associazionismo che la presiede (Art. 14.). Quindi il/la Presidente della Consulta non presiede l’Assemblea, che in questo modo non potrà presentare nessuna istanza alla Consulta. Oltre a minare l’autonomia delle associazioni, con questo nuovo regolamento, viene abrogato l’attuale Regolamento dell’Assemblea delle Associazioni, frutto del lavoro delle associazioni oltre che di dipendenti comunali e di amministratori. Un regolamento indubbiamente migliorabile, ma costituito da tre fitte pagine di norme che indicavano obbiettivi e procedure, e che dal 1 gennaio 2019 verrà sostituito da due soli articoli all’interno di un documento generico e vuoto”.

  • Qualcuno, anche su questo giornale, ha scritto che gli atti di questa giunta, compreso il nuovo regolamento, oltre a minare le basi della partecipazione democratica, sono portatori di una cultura negazionista tesa a distruggere la memoria storica della città. Lei cosa ne pensa?

“Purtroppo non posso che essere d’accordo. Ho sentito dire che bisogna “azzerare per poi ricostruire”. Sulla ricostruzione, da cittadina, aspetto di vedere cosa questa amministrazione farà in futuro. Sicuramente si sta minando la memoria storica, ma dubito anche che qualcuno sappia di cosa stiamo parlando. Siamo nella città  di Teresa Sarti e Gino Strada che, ancora studenti universitari, si incontravano nelle case minime, nel quartiere della Pelucca, dando vita al progetto di Emergency, la ONG internazionale di cui dovremmo andare orgogliosi”.

  • Non crede che da tutto quanto è successo e sta succedendo, sia giunto il momento di dare un’impronta diversa allo sviluppo dell’associazionismo, lavorando sulla sua totale indipendenza istituzionale e farlo crescere come è nella sua natura: libero, indipendente e portatore di cultura e di interessi codificati ?

“Io credo di si. Oggi come ieri. Nella mia testa c’è proprio l’idea di lavorare insieme per sostenerci, associazioni piccole con le grandi, relazionandoci tra diversi settori di attività, per poter camminare sempre di più sulle proprie gambe. L’unione fa la forza, lo sanno anche i bambini. Comunque la strada è tracciata, lo dimostra la solidarietà tra associazioni espressa all’interno dell’Assemblea”.

 – Sappiamo che lei è una donna battagliera e determinata, come sarà da oggi li suo  impegno in città?

“Sempre uguale. Torno ad essere più operativa nella mia Associazione, Dire Fare Dare, che in questi mesi ho trascurato. La mia associazione, da quando è nata, un passo dopo l’altro, progetta e realizza attività che permettono di far circolare le idee, il confronto, anche attraverso il teatro, su temi che interessano le persone della comunità: memoria, occupazione, cultura, pari opportunità, diritti… Insomma si continua a lavorare per costruire una comunità/città migliore”.

 Grazie e tantissimi auguri per il suo futuro (R.R.)

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Categorie:Attualità, Inchieste

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