ESCLUSIVA / Il leader di Sesto nel Cuore Gianpaolo Caponi a ruota libera: “Siamo nella palude e il responsabile è solo lui: il sindaco. Non c’è stata nessuna svolta e non ci sarà”

Gianpaolo Caponi a tutto campo.

 L’avvocato Gianpaolo Caponi, sposato e padre di tre figli, studio legale molto avviato in viale Casiraghi, ha risposto alle nostre domande in questa lunga intervista nella quale spiega i motivi della sua uscita dalla Giunta Di Stefano e cosa prova a vedere alcuni ex compagni-amici di avventura della lista civica Sesto nel Cuore, ore dall’altra parte della barricata. Lo fa senza acrimonia nei loro riguardi, ma con giudizi precisi e comprensibili. Non risparmia il giudizio sull’operato della Giunta in modo nettamente negativo e ritiene unico responsabile di tutta la situazione il sindaco Di Stefano che fin dall’inizio ha agito sempre di testa sua (?). Degli ex amici che lo hanno abbandonato dice che se lo hanno fatto per motivi politici sono pronti a farlo ancora. Definisce la politica attuale uno “schifo”. Sostiene che la svolta tanto sbandierata sui social non c’è stata e non ci sarà e le promesse non saranno mantenute se non sui social dove Di Stefano incassa gli applausi dei suoi tifosi milanesi mentre i sestesi hanno chiara la palude in cui è caduta Sesto con i provvedimenti adottati che penalizzano le associazioni ed i cittadini. Infine l’avvocato Caponi lascia intendere che non si presenterà più per fare il sindaco ma è pronto a combattere a fianco di qualcuno valido che dimostri di avere a cuore lo sviluppo della città. Ringraziamo il leader di Sesto nel Cuore della sua disponibilità a darci l’intervista in esclusiva a Dialogo News.


Caponi e Di Stefano, un’alleanza mai nata!

D: Avvocato Caponi, alla luce di quanto sta succedendo in maggioranza, da leader di
Sesto nel Cuore, si sente più arrabbiato o deluso?
R: Il sentimento prevalente è quello della preoccupazione per le sorti della nostra città.
Poi non nego che vi sia stata delusione e arrabbiatura anche con me stesso.
D: Sulla base del rapporto con il sindaco Di Stefano non ha mai avuto dubbi di rompere gli
equilibri prematuramente?
R: Forse ho sopravvalutato la lealtà che, invece, ero sicuro avessero talune componenti del polo civico; credevo (e credo) nel lavoro di squadra e mi sono fidato di chi, insieme a me, avrebbe dovuto vigilare sul lavoro del Sindaco. Era sin dal primo giorno un equilibrio precario, ma fossimo rimasti uniti non avrebbe potuto prevaricare come poi ha fatto.
D: Cosa l’amareggia di più nel non poter portare avanti il proprio programma, anzi vedersi
cancellare principi basilari per una lista civica e sapere che tra questi detrattori ci sono
anche suoi ex uomini?
R: L’ambizione di cambiare lo stile e l’approccio ai problemi uscendo dalle ideologie
l’abbiamo avuta come polo civico sin dal primo giorno. L’idea che si potesse amministrare
senza dividere la città, si è scontrata con un quotidiano difficile, dove all’incapacità di
compiere atti concreti da parte del Sindaco, si è andati sempre più in difesa arroccandosi
dietro alle mure del “castello” dividendo la città e andando avanti su un noi ( il presente) e
un loro (il passato), un metodo che non ho mai amato. La città è di tutti, alcune cose del
passato sono state fatte bene, soprattutto prima delle ultime giunte. Mi amareggia non
essermi reso conto che una parte della componente civica sia divenuta, appena insediata,
una componente partitica con tutte le sue dinamiche, e abbia perso completamente lo
spirito civico.
D: Com’è potuto accadere che persone fidate (Torresani, Pizzochera, Aiosa ecc…) siano
diventate le prime a remare contro, arrivando persino a creare una nuova lista civica?
R: Non so ancora darmi una risposta precisa. Forse l’ambizione personale, il volere fare
carriera politica in qualche partito nazionale, il guardare all’interesse personale più che a
quello collettivo, forse l’invidia per le attenzioni e l’affetto che i cittadini riversavano e
riversano su di me e non su di loro. Chi ha questo spirito di invidia ce l’avrà sempre, non
mi meraviglierei succedesse ancora in futuro tra loro.
D: Può ancora contare su persone fedeli al progetto iniziale e crede di poter recuperare il
terreno perso sul piano del gradimento politico e sulla fiducia che i sestesi le avevano
affidato?
R: In questo momento i miei pensieri vanno alla città e al suo futuro, quello che sarà di me
e di Sesto nel Cuore in futuro non è poi importante. Per quello che vedo, mi sembra che
una parte di città sia ancora molto legata al nostro progetto.
D: E’ facile criticare nei periodi di debolezza, ma molti suoi ex simpatizzanti ora sul carro
del sindaco la danno per finita politicamente: troverà la forza per dimostrare il contrario e
in che modo? Ancora con Sesto nel Cuore?

R: Normale che chi diviene un competitor politico parli male degli altri, è il gioco delle parti.
Se dici che qualcuno è finito, viene fatto per instillare nel pensiero dei cittadini qualche
dubbio. Ricordo che durante la campagna elettorale delle scorse elezioni amministrative,
gli altri partiti dicevano che non avremmo avuto nessuna possibilità di andare al
ballottaggio. Poi i numeri hanno chiarito che un quarto di elettori era con noi, e
probabilmente se fossimo stati più “attenti” a curare alcune sezioni, oggi parleremmo di
altro.
D: Rispetto alla sua esperienza, e alla luce del presente, non crede che sarebbe stata
meglio e più appropriata una scelta vicina ai suoi valori familiari se avesse scelto il
centrosinistra al ballottaggio con una prospettiva futura certa visto che la Chittò era al
secondo mandato?
R: Non avremmo mai potuto scegliere di apparentarci con partiti di estrema sinistra, l’ex
sindaco Monica Chittò era sostenuta anche da una parte che era ed è lontanissima dai
nostri valori. Per quanto questi partiti minori non avessero avuto un grande gradimento tra
gli elettori, dopo quelle elezioni erano tenuti in grande considerazione dalla classe
dirigente del pd. Siamo moderati nell’approccio ai problemi, liberali nella visione
dell’economia, come sarebbe stato possibile allearci con rifondazione comunista? Forse
abbiamo sbagliato ad allearci con Di Stefano, ma ugualmente sarebbe stato un errore
fatale fare accordi con la Chittò.
D: Il coraggio delle scelte vale quanto quello di dire la verità: chi è stato il vero traditore del suo viaggio interrotto troppo presto con la Giunta?
R: Non vi è un nome in particolare, ed è anche inutile farne qualcuno. Ormai i fatti parlano
più delle parole. Nomi e cognomi di chi ha scelto tra il civismo e Di Stefano son li da
vedere. Basta volerli vedere.
D: Può essere più preciso sulle motivazioni che lo hanno convinto, assieme all’assessore
Tittaferrante, a dare le dimissioni preservando coerenza e dignità?
R: Avevamo in mente un modello completamente diverso di città e di approccio ai
problemi. Il nostro era un modello alternativo a quello della sinistra ma che non buttava
tutto nel pattume, vi sono esperienze e progetti, come quello della città della salute, che
era stati voluti dalla precedente amministrazione e andavano preservati, anche nei suoi
equilibri. Di Stefano ha deciso di fare di testa sua sin dal primo giorno, senza condivisione,
e quando ci è risultato impossibile proseguire (dopo lo sfratto alle associazioni e altre
delibere capestri) ci siamo dimessi. I nostri consiglieri comunali ci hanno convinto a
provare ad andare avanti con la maggioranza per vedere se magari eravamo noi stessi il
problema, ma come si è potuto capire il problema era solo lui: il sindaco.
D: Come può essere definita oggi la politica che non tiene conto dei valori e dei diritti
sacrificando tutto sull’altare del potere fine a se stesso?
R: Uno schifo.
D: Mettendo insieme tutto quanto accaduto in questa Giunta e considerando le scelte del
sindaco Di Stefano in contrasto con la vostra carta dei diritti non ritiene doverosamente
maturo il momento di lasciare la maggioranza al suo destino e uscire da questa posizione
equivoca?

R: Il nostro è un movimento democratico, una decisione del genere non è ancora stata
presa e non posso espormi personalmente. Io ho le idee chiare, insieme a tutti gli altri nei
prossimi giorni prenderemo delle decisioni in merito.
D: Qual è il suo vero pensiero sulla situazione attuale della città di Sesto, rispetto alle
promesse elettorali e alle aspettative dei cittadini?
R: Se è vero che la precedente amministrazione ha lasciato una città in difficoltà, è
purtroppo anche vero che 18 mesi di amministrazione Di Stefano ci dicono che la svolta
non c’è stata e non ci sarà. Quindi le promesse non verranno mantenute, se non sui social
media del sindaco con gli applausi dei suoi tifosi milanesi. Perché i Sestesi si rendono ben
conto della palude in cui siamo.
D: Crede o spera in un prossimo cambiamento e con quale scenario?
R: La vita è fatta di continui cambiamenti, così la politica. Quello che oggi ci pare
impossibile magari può succedere nel giro di qualche settimana. Io mi auguro solo che
Sesto possa rivedere un po’ di luce. Se è in grado di farlo questa amministrazione ben
venga, ma sin qui non lasciano molte speranze.
D: Sente ancora la forza e la voglia di battersi per questa città con un ruolo di primo
piano?
R: Il ruolo non te lo dai da solo, te la danno le altre componenti cittadine. In primis gli
elettori, le forze produttive, le associazioni; la forza c’è, così come la voglia di impegnarsi
per la città. Ma non mi candiderò a fare il Sindaco, la prossima volta troverò insieme ad
altri la figura migliore da sostenere, quella che possa renderci orgogliosi tutti di averlo o
averla come sindaco.
D: Si tolga pure i sassolini dalle scarpe….
R: Non mi tolgo sassolini, colgo l’occasione per salutare i Sestesi e ringraziarli per l’affetto
e la stima che mi fanno sentire ogni giorno. Mi permetta una battuta salutandovi: “Io sono
ancora qua, eh già”. (Francesco Pontoriero)



Categorie:Attualità, Politica

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: