PERSONALMENTE / L’Epifania tutte le feste porta via…

    di Sara Calvo

È iniziato il 2019. Sono finite le festività natalizie e ci accingiamo al tram tram e al caos della vita di tutti i giorni. Abbiamo trascorso le feste in famiglia, con il cane, tra i marciapiedi, con tavole imbandite o con solo un bicchiere di vino e una fetta di pandoro o panettone. Abbiamo giocato a
tombola, a carte, a scarabeo, al mercante in fiera e c’è chi ha preferito starsene chiuso in casa a leggere un buon libro, isolato dal pullulare della parentela natalizia, chi si è coccolato il proprio animale domestico e chi è rimasto sotto le coperte influenzato.

Gli innamorati sono stati a guardare le stelle e il plenilunio su un balcone traboccante di gerani. Alcuni sono ancora immersi tra i regali da scartare. Abbiamo brindato in allegria e anche con il cuore addolorato, magari qualcuno non ha voluto brindare e ha preferito trascorrere la serata imbacuccato di fronte al camino a osservare e sentire il calore sulla pelle e c’è chi ha preferito ronfare e sognare il 2019 come un anno migliore degli altri. In fin dei conti chi solo e chi in compagnia, chi per scelta o meno, queste feste le ha trascorse.

Si è soliti iniziare l’anno nuovo con tutti i buoni propositi e i vari obiettivi da raggiungere. Ho
riflettuto molto sui miei buoni propositi e gli altrettanti obiettivi e sono rimasta spiazzata dal capire che ho ancora una immane confusione su come procederà la mia esistenza. La mia certezza è sicuramente credere in me stessa e in quelle piccole cose che credo di saper fare bene e proporle con una certa allegria al mondo circostante. Perché credo che oltre la bellezza dostoevskiana anche l’allegria e l’autoironia salveranno un mondo che sta rischiando di diventare fin troppo balordo.

Le giornate sono gelate e il sole risplende all’orizzonte a raccontarci quanto la vita sia degna di
essere vissuta nonostante le sfide costanti a cui siamo chiamati. Sfide che, nel bene e nel male, sono positive perché ci forgiano, limano i nostri lati spigolosi, ci rendono più flessibili e delle volte più distaccati e prudenti. La vita è davvero un’avventura e ogni anno che passa è un inno alla nostra crescita interiore. Gesù è simbolicamente rinato anche quest’anno a dirci che oltre il teorico “amatevi come io ho amato voi” dobbiamo puntare all’atto pratico, ad amarci davvero, meno parole e più fatti insomma.

Amare a partire da dove solitamente poggiamo i piedi: questa nostra Terra che – come scriveva
Prevert sulla poesia Pater Noster- “a volte è così bella”. Questo geoide imperfetto a cui abbiamo
dato il nome Terra e che molti studiosi, a onor del vero, preferiscono nominarla “oceano” per il
motivo che contiene l’70 per cento di acqua, è la nostra base primordiale.

Dunque, il mio umile consiglio e augurio per quest’anno, Tropico medio o comunemente detto Solare, è mettere da parte l’atteggiamento usuale degli umani che amano tanto fare da padroni e ridimensionarsi un po’, assumendo le vesti dei sacri custodi di questa terra, il nostro meraviglioso Eden; proteggiamola e ce ne renderà merito. Per il resto vi auguro che un piccolo sogno accenda la vostra immaginazione e con un po’ di volontà possa realizzarsi davvero, in fondo avete quasi 360 giorni! Buon anno!



Categorie:Attualità, Cultura

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