POLEMICHE DI PALAZZO 6 / Un’altra notte buia per la democrazia di Sesto

   SESTO SAN GIOVANNIGli esponenti della minoranza che rappresentano il Pd, Sesto al primo posto e lista popolare per Sesto scrivono:


La maggioranza ha deciso di votare il piano di rientro dal predissesto (ai sensi dell’art. 243 bis del T.U.E.L.), soluzione votata dal Consiglio comunale il 30 ottobre scorso. La misura “lacrime e sangue” approvata ieri sera si rivela come una pesantissima “finanziaria” sulle famiglie e sui cittadini sestesi con redditi medio – bassi, che saranno quelli maggiormente colpiti. 

Aumenta al massimo l’addizionale I.R.P.E.F., con un aumento per tutti del 33%, mentre scende la soglia di esenzione da 18 mila a 15 mila euro, con un peso importante sulle famiglie che fino a ieri non pagavano, perché in fascia sociale, e che invece da oggi avranno un incremento fino a 140 euro l’anno. Un sacrificio importante e proibitivo. Aumenta anche la tariffa della mensa e, anche qui, è stato deciso di colpire le famiglie sestesi meno abbienti, con aumenti fino al 94%. 

La giunta mette a rischio la tenuta di servizi essenziali, e non, del Comune. Nei prossimi 5 anni andranno in pensione 72 dipendenti che non saranno sostituiti. Tra queste anche educatrici degli asili nido. Sono forti i timori che, in conseguenza di questa scelta, il futuro dei servizi cittadini sarà costellato di dismissioni e di chiusure. Purtroppo le sorprese non finiscono qua. Come avevamo proposto, parte dei proventi dell’alienazione delle farmacie adesso verranno finalizzati per il piano di rientro, nonostante la maggioranza avesse detto che fosse impossibile. 

L’accesso al fondo di rotazione è stata una delle ragioni fondamentali della scelta del pre dissesto, ma oggi il Sindaco sceglie di non accedervi, confermando le nostre perplessità e critiche al riguardo. La “scoperta” del presunto debito fuori bilancio, legato al prolungamento della linea metropolitana M1, risulta “provvidenziale” al Primo Cittadino, poiché contribuisce a raggiungere la soglia che consente di spalmare in dieci, e non in quattro anni, il piano di rientro, permettendogli di fare scelte precise: aumentare le tasse ai sestesi con i redditi più bassi. 

La stessa scoperta del debito lascia non pochi dubbi: gli organi competenti del Comune non ne hanno mai accertato l’esistenza dal 2009 al 2018. La responsabile tecnica ha dichiarato in commissione che l’accertamento del debito nasceva dall’emissione di una fattura del Comune di Milano, ma, fatto l’accesso agli atti, non risulta l’invio formale di alcuna fattura. Noi esprimeremo tutti i nostri dubbi alla Corte dei Conti, in modo che possa avere una completezza di informazioni per esprimere il proprio giudizio. 

Ci era stato garantito da più voci della maggioranza che l’opposizione sarebbe stata coinvolta in un confronto nell’iter di costruzione del piano di rientro, ma, per tutta risposta, il testo finito e i documenti che lo accompagnano sono stati trasmessi a poco più di una settimana dal consiglio di ieri sera. Di fatto, è stato svilito il nostro ruolo di consiglieri ed è stato dato una schiaffo ai cittadini che anche noi rappresentiamo, con l’arroganza di chi pensa che “posso, comando e voglio”. Per questo, in sede di votazione, abbiamo deciso di abbandonare l’aula perché il voto, anche contrario, merita rispetto e non lo si può invocare al buio. 

I Capigruppo di minoranza: 

Roberta Perego – Partito Democratico

Stefania Di Pietro – Sesto al Primo posto

Alessandro Piano – Lista popolare per Sesto



Categorie:Attualità, Politica

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