Il sindaco Di Stefano esulta per la sentenza che esclude una straniera dagli alloggi comunali mentre l’Unione Inquilini lo accusa d’indifferenza verso i più deboli

   SESTO SAN GIOVANNI – Il problema della casa e degli sfrattati tiene banco in questi giorni a Sesto San Giovanni, dopo che ieri mattina in via Boccaccio è stata sfrattata una coppia di anziani dopo 46anni di permanenza nello stesso alloggio. Le difficoltà economiche della coppia hanno impedito di essere puntuali nei pagamenti del canone e il proprietario ha ottenuto lo sfratto eseguito ieri mattina con la presenza della polizia.

L’Unione Inquilini ha cercato di trovare una soluzione alla coppia, rivolgendosi prima all’ufficio casa e poi direttamente al sindaco ma la risposta è stata negativa, malgrado si tratti di un caso di emergenza, ipotesi che la Regione ha previsto nella sua normativa che regola le assegnazioni delle case popolari con i nuovi criteri emanati nei mesi scorsi.

L’assessore alla Casa non si è fatto trovare in ufficio – scrivono quelli del sindacato Inquilini – e ci siamo rivolti al sindaco in Comune. Pur essendo a conoscenza dell’emergenza il sindaco non si è reso disponibile all’incontro, facendoci dire da un impiegato che la Giunta non è disponibile ad affrontare casi di questo genere. Non si tratta solo d’incapacità a gestire queste situazione, nè di ideologie contro ogni buon senso ma ci troviamo di fronte all’indifferenza verso i sestesi più deboli”.

Da parte sua il sindaco Roberto Di Stefano ha tenuto a evidenziare la “vittoria” su una domanda di alloggio da parte di una straniera. Scrive il sindaco: “Il Tar ci dà ragione: non c’ stata discriminazione verso gli stranieri. Rigettato un ricorso di una cittadina straniera che chiedeva il ripristino della sua domanda di assegnazione alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica, cancellata dagli uffici comunali perchè mancante di documenti completi su eventuali proprietà nel paese d’origine.
E’ una decisione particolarmente importante perché evidenzia che applichiamo la legge in maniera regolare, senza alcuna discriminazione. Inoltre la sentenza ribadisce che, così facendo, tuteliamo i cittadini italiani e quelli stranieri in regola, con i documenti a posto. Se non lo facessimo finiremmo nel penalizzare i cittadini onesti, attuando addirittura un’assurda discriminazione verso gli italiani, tenuti a produrre all’amministrazione i documenti sulle loro proprietà.

E’ una sentenza particolarmente importante perchè riporta i temi rilevanti della richiesta di alloggi popolari e delle graduatorie pubbliche al rispetto della legge, senza trattamenti di favore o corsie preferenziali. Politicamente risulta essenziale il riconoscimento che qualsiasi scelta diversa dalla nostra andrebbe a discriminare gli italiani“.

Per protestare contro questa diniego verso i più deboli l’Unione Inquilini organizza un’assemblea per lunedì 4 alle 17.30 nella sede del sindaco in via Carlo Marx 495 per decidere quali decisione intraprendere a favore degli sfrattati poveri e senza alternativa come la coppia di anziani di via Boccaccio.

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Categorie:Attualità

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