Sesto, la Corte dei Conti condanna in appello Filippo Penati che replica: “La mia battaglia è contro il cancro causato da questa vicenda”

Filippo Penati

   SESTO SAN GIOVANNIL’ex presidente della provincia ed ex sindaco di Sesto Filippo Penati torna sulle pagine della cronaca per la condanna, in appello, della Corte dei Conti che lo riconosce, assieme ad altri 11, responsabile di avere acquistato azioni della Serravalle con un valore superiore a quello reale e lo condanna a risarcire quasi 45 milioni alla Regione subentrata alla Provincia.

Una doccia fredda per Filippo Penati, attuale presidente del Geas pallacanestro femminile, da circa un anno impegnato a difendersi da una brutta malattia. Lo stesso, dopo la sentenza, con un comunicato dell’Ansa, fa sapere che la sua priorità è la lotta al cancro. “I miei avvocati faranno ricorso e tutto questo si scioglierà come neve al sole”, risponde così Filippo Penati, condannato dalla Corte dei Conti in appello con altri 11 a risarcire 44,5 milioni di euro per la compravendita del 15% delle azioni della Milano Milano-Serravalle dal gruppo Gavio, fortemente convinto.
Un anno fa – aggiunge – mi è stato riscontrato un cancro, e i medici concordano che è anche conseguenza della mia vicenda giudiziaria. Da un anno sto combattendo. Questa è la sfida più importante della mia vita. Della vicenda Serravalle si occuperanno i miei legali“.

Una situazione certamente terribile sul piano umano che Filippo Penati è costretto a vivere tra alti e bassi delle decisioni giudiziarie. Infatti assolto in primo grado ora – come fa sapere l’Ansa – la Corte dei conti ha ribaltato in appello le assoluzioni nel processo di primo grado per l’acquisto da parte della Provincia di Milano del 15% delle azioni della Milano Milano-Serravalle dal gruppo Gavio. L’ex presidente Filippo Penati e altre 11 persone sono state condannate a risarcire 44,5 milioni di euro.
La sentenza d’appello della Corte dei Conti è relativa alla vicenda della “sopravvalutazione dei titoli azionari” della ‘Milano Serravalle – Milano Tangenziali Spa’ ed è stata pronunciata dalla Seconda sezione giurisdizionale centrale (presidente Luciano Calamaro) in accoglimento del ricorso della Procura regionale lombarda, guidata da Salvatore Pilato, e contro la sentenza di primo grado del 2015.

I giudici di secondo grado, in particolare, hanno condannato Penati e gli altri (tra cui anche l’ex segretario generale della Provincia di Milano, Antonino Princiotta, e l’ex collaboratore di Penati, Giordano Vimercati) al risarcimento per un totale di circa 50 milioni di euro in favore della Regione Lombardia (socio pubblico che è subentrato alla provincia di Milano nella società holding ASAM).



Categorie:Attualità, Giudiziaria

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