Sesto, sgomento tra i poliziotti che avevano arrestato un nigeriano per aggressione e minacce: rimesso in libertà

 SESTO SAN GIOVANNILa legge va applicata, non interpretata. Soprattutto quella della giustizia. Ma non sempre è così. Dare un giudizio è difficile, perchè il giudice che ha deciso avrà le sue buone ragioni, ma gli effetti sui cittadini e, in particolare, sugli agenti di polizia che lo avevano arrestato prendendo botte e ingiurie, non sono certo rimasti contenti.

I fatti si sono svolti a Sesto San Giovanni. La polizia riceve una chiamata di aiuto da parte di tre donne nordafricane. Intervengono e trovano un nigeriano ed altri connazionali intenti a insultare e cercare di aggredire le donne. Intervengono come da dovere di poliziotto e sono affrontati dal nigeriano 29enne, in attesa del risultato di asilo politico, ma che ha dei precedenti per rapina, aggressione sessuale e violenza a pubblico ufficiale. L’uomo inveisce sui poliziotti, li aggredisce, sputa contro e viene arrestato e portato davanti al giudice a Monza.

Il giudice procede con il rito della direttissima, condanna lo straniero a un anno anche perchè addosso aveva 40 grammi di marijuana ma sospende la pena per concedere gli attenuanti generiche perché “si trova in precarie condizioni di vita, in quanto in attesa del riconoscimento dell’asilo politico”. Una sentenza che ha scatenato la reazione del sindacato di polizia. Ecco come l’Ansa ha trattato la questione.

Un uomo di 29 anni, nigeriano, è stato arrestato per aver aggredito e minacciato di morte due agenti, intervenuti in strada a Sesto San Giovanni, su richiesta di tre donne nordafricane, a loro volta vittima di aggressione da parte dell’uomo e di altri cinque connazionali. Addosso aveva 40 grammi di marijuana. Il Tribunale di Monza lo ha condannato per direttissima a un anno con pena sospesa, concedendogli le attenuanti generiche in virtù “delle sue precarie condizioni di vita, in quanto in attesa del riconoscimento dell’asilo politico“.

Lo ha reso noto il segretario italiano appartenenti Polizia (Siap), Giuseppe Tiani, che ha dichiarato: “Rimaniamo basiti per la sentenza emessa dal Tribunale di Monza. Per dovere e per cultura riconosciamo e rispettiamo le sentenze della giustizia italiana, ma decisioni di questo tipo non aiutano il nostro personale che quotidianamente interviene per garantire la sicurezza della cittadinanza”.



Categorie:Cronaca

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