Sesto, attacco alla caserma dei carabinieri per liberare un prigioniero: fermate tre donne

Il furgone usato come ariete dalle donne

   SESTO SAN GIOVANNIIncredibile attacco alla caserma dei carabinieri della compagnia di Sesto San giovanni, da parte di tre donne bosniache, decise a tutto per aprire una via di fuga per un loro familiare che era stato fermato qualche ora prima dai carabinieri e portato in caserma perchè clandestino. Dopo tutti gli accertamenti l’uomo era stato trattenuto per essere portato in un centro per l’immigrazione e poi al rimpatrio.

Le tre donne sono state avvisate dall’uomo di 26 anni il quale ha chiesto di essere fornito di alcuni vestiti per potersi gestire il soggiorno nel centro immigrati. Le tre donne (madre, moglie e sorella) sono arrivate verso le due di notte a portare i vestiti, a bordo di un vecchio furgone. Consegnati i vestiti all’uomo e dopo avere parlato tra loro si sono fermate sull’area parcheggio davanti alla caserma.

Il militare di servizio ha continuato ad osservare il furgone rimasto fermo con le tre donne a bordo e non avrebbe mai immaginato che stavano per preparare un attacco alla caserma: infatti verso le 4 del mattino, dopo avere segnalato con le luci accese e lampeggianti del furgone la loro intenzione all’uomo che era dentro la caserma hanno messo in moto e con decisione hanno puntato contro la cancellata dell’edificio per sfondarla.

Sono stati momenti di grande tensione dove i carabinieri avrebbero potuto anche reagire con le armi da fuoco, per fortuna sono stati calmi e dopo avere messo al sicuro il fermato sono usciti fuori e hanno bloccato le tre donne che ora dovranno rispondere di danneggiamento di struttura militare. La madre dell’arrestato che era alla guida è stata portata in carcere e le altre due denunciate a piede libero.

Il sindaco Roberto Di Stefano, saputa la notizia, ha diramato la seguente nota: ““A Sesto San Giovanni i delinquenti hanno vita breve. L’ultimo esempio è quello di stanotte, quando i Carabinieri di Sesto hanno arrestato un nomade bosniaco, pregiudicato e irregolare sul territorio italiano e già gravato da un decreto di espulsione emesso a Torino. Dopo aver girovagato per tutta la Lombardia facendola franca, appena ha tentato di sistemarsi a Sesto è stato subito fermato e ammanettato. Ringrazio i Carabinieri per aver arrestato anche la madre del clandestino, che ha pensato bene di sfondare la cancellata della Caserma a bordo di un furgone come ritorsione all’arresto del figlio. Questa è l’ennesima dimostrazione di come funziona il modello Sesto sulla sicurezza: per delinquenti, spacciatori, ladri e gentaglia varia nella nostra città non c’è spazio. Ringrazio i Carabinieri per l’ottimo lavoro svolto e il sangue freddo dimostrato in una situazione di pericolo. Ora mi auguro che il governo acceleri le pratiche di espulsione definitiva del bosniaco e della madre dal nostro territorio”.



Categorie:Cronaca

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