La Tazzina di Caffè

 ® Ciò che notiamo con preoccupazione e sconforto è che a Sesto, negli  ultimi tempi, non esiste un’idea di città. Sia la destra che amministra e che annaspa nella costruzione di uno straccio di proposta, sia la sinistra oggi all’opposizione che avrebbe il dovere di costruire un’alternativa, sembrano ormai definitivamente schiavi delle loro debolezze e incapaci di attrarre intelligenze e risorse. Appaiono come galli in un pollaio alle prese con le liti per la supremazia in un’area circoscritta, piccola e chiusa a doppia mandata.

Intanto la città precipita nell’anonimato, si trascina malamente e mostra tutti i suoi limiti esistenziali. A questo punto solo una scossa tellurica (politicamente parlando) può dare la speranza di una reazione. Intanto vivacchiamo, e anche gli operatori interessati alle aree di sviluppo ci fanno pagare pegno: organizzano convegni sul futuro della città, come il caso di Milanosesto e si guardano bene di coinvolgere le istituzioni e la politica locale.

Immaginate ai tempi di Giuseppe Carrà sindaco, di libero Biagi o della stessa Fiorenza Bassoli una cosa del genere? No, non sarebbe potuta succedere. Troppo autorevoli loro, troppo autorevole la città.

Per la serie: Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso. (Che Guevara)



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