Sesto, città sotto choc: muore dopo 5 anni di coma il benzinaio Saponara di viale Gramsci accoltellato da un folle

Francesco Saponara.

  SESTO SAN GIOVANNIHa lottato per oltre cinque anni, ma senza mai riprendere conoscenza. Questa mattina il suo cuore ha ceduto ed ha chiuso gli occhi per sempre: Francesco Saponara, 60 anni, benzinaio di viale Gramsci a Sesto San Giovanni, è la seconda vittima di quel folle giorno del 17 giugno del 2014 quando rimase vittima del delirio omicida di Davide Frigatti, un giovane che non aveva dato nessun sospetto e che improvvisamente quel giorno fu invaso da una esaltazione distruttiva che lasciò sul campo un ferito nel parco Nord, una vittima a Cinisello Balsamo e un ferito grave (Saponara) a Sesto.

I familiari di Francesco Saponara (moglie e due figli) sono stati sempre vicini all’uomo in questo lungo calvario, continuando a lavorare al distributore e nello stesso tempo accudendo l’uomo nella speranza di vederlo riprendere. Invece l’uomo è rimasto in stato di coma per tutto questo tempo. Ora la sua morte rinnova nella mente di tutti i clienti che lo conoscevano e le persone vicine al posto di lavoro un immenso dolore.

Il giovane folle prima della cattura

Quel giorno l’omicida si era alzato presto e dopo essere stato sul posto di lavoro ed avere prelevato dal bancomat 250 euro aveva dato via alla sua giornata di follia che lo aveva portato prima a Piacenza e poi ritorno a Milano sequestrando un tassista. Una volta arrivato a casa ha dato via al raid omicida prima aggredendo un pensionato al parco Nord, poi uccidendo a coltellate  un benzinaio a Cinisello Balsamo Franco Mercadante, 51 anni, per poi recarsi in viale Gramsci dove aggredì Francesco Saponara.

Le forze dell’ordine lo bloccarono mentre completamente nudo girava nella zona del parco urlando frasi sconnesse. Portato in caserma ha mantenuto il suo atteggiamento di folle e poi fu ricoverato al reparto psichiatrico del San Gerardo. I giudici hanno stabilito che ha agito in uno stato di “incapacità d’intendere e di volere” e dopo la sentenza della corte di Assise di Monza che lo ha assolto per “vizio totale di mente” è stato affidato all’ospedale psichiatrico di Castiglione delle Stiviere per almeno 5 anni.

Quel che resta sono le due vittime come sacrificio di una giornata di pazzia assoluta ed ora la morte di Francesco Saponara ricorda quella giornata e rimette in moto emozioni e commozioni da parte di tanta gente che gli voleva bene e lo apprezzava per come svolgeva il suo lavoro al distributore.



Categorie:Cronaca

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