IL FATTO DEL GIORNO / Il protagonismo della Giunta Di Stefano ha prevalso sull’interesse dei cittadini creando molti disagi ai sestesi

Il sindaco Di Stefano firma ordinanza (facebook)

 Si racconta che John Sheffeield, duca di Buckingham, quando a Londra si manifestò la grande peste si ritirò nei suoi possedimenti di Yorkshire in campagna. Era la prima volta che un nobile si mischiava con i sudditi, che ne furono entusiasti. I fittavoli tentarono in tutti i modi di farlo stabilire per sempre in campagna.

Quando ripartì, commossi si rivolsero a Lui, chiedendogli quando l’avrebbero rivisto. Il giovane duca fiero e altero rispose: “Miei cari mi impegno senz’altro a tornare tra voi alla prossima epidemia”  Così, in un attimo vanificò tutto, dimostrando arroganza e incapacità.

In questi giorni a Sesto non c’era il giovane duca e non ci sono  nemmeno i fittavoli, c’è un sindaco con la sua  giunta che diciamolo tutta, ha dimostrato tutta la sua inapacità nella gestione dell’emergenza. Il primo cittadino in persona ha pubblicato il solito post propagandistico, dove assicurava, vantandosi che Sesto era fuori dal coronavirus. Qualche ora dopo contraddicendosi dava notizia di un caso di un sestese ricoverato in ospedale, affetto da questa epidemia.

Da lì in poi c’è stato un susseguirsi di post che riportavano convulse ordinanze dove si capiva chiaramente che erano state scritte con la pancia e non con la ragione e l’equilibrio istituzionale. Sesto è stata messa sostanzialmente in quarantena, andando oltre le indicazioni della Regione, organo superiore a cui il comune deve attenersi. Si è chiuso tutto, compreso i centri commerciali, mercati rionali ecc, generando paura, preoccupazione e una corsa sconsiderata della popolazione presso i supermercati per accaparrarsi delle vettovaglie.

Poi si è scoperto che l’anziano ricoverato è risultato negativo ai test di controllo, a quel punto ennesima retromarcia e in poche ore sono state emesse ordinanze su ordinanze, che hanno contribuito a generare confusione e paure. L’ultima in ordine di tempo che revoca le precedenti (anche di qualche ora prima) stabilisce che non c’è più la chiusura totale   dei centri commerciali, degli stessi mercati che resteranno aperti nella loro integrità per tutta la settimana, escluso però la vendita non alimentare, del sabato e della domenica.

Per non parlare dei bar la cui chiusura, dopo un tira e molla potranno restare aperti fino alle 18, con la speranza che il virus non anticipi l’uscita serale. Insomma abbiamo assistito alla fiera della confusione e dell’approssimazione elevata a sistema, peraltro reiterata dopo l’assurda gestione del Vittorino Da Feltre, dove è emersa l’incapacità collettiva della giunta sulla presunta presenza dell’amianto. Hanno gridato al lupo al lupo, senza che il lupo ci fosse. Una vera escalation di brutte figure.



Categorie:Attualità, Varie

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