Coronavirus non è il mostro: le parole (confortanti) della ricercatrice Albini

La ricercatrice Adriana Albini (facebook)

SESTO SAN GIOVANNILa situazione generale creatasi dopo l’allarme Coronavirus è di quelle che non lasciano tranquilli. L’isolamento della zona rossa di Lombardia ha aumentato la tensione e nelle famiglie è entrata la paura di rimanere “vittima” del virus. Tutto ciò che è stato conseguenziale ai provvedimenti di divieto è razionalmente giustificato (assedio ai supermercati, isolamento da tutti, psicosi generalizzata) ma non trova risposta sul piano scientifico, dove gli esperti invitano a stare calmi. Non è stato così, purtroppo, nei dibattiti delle tv e sui giornali divisi tra chi fa di tutto per aumentare la paura e fare crollare l’economia.

La ricercatrice Adriana Albini, di fama internazionale, residente a Sesto San Giovanni, ha pubblicato sul suo profilo facebook un intervento che riteniamo importante in questo momento per ridare normalità alle persone, in particolare agli anziani sui quali si carica spesso il rischio del Coronavirus con conseguenze letali. Abbiamo ripreso il pensiero della ricercatrice per alleggerire questo peso psicologico, sperando di ridurre la paura nelle persone, pur rimarcando l’attenzione al fenomeno ma senza “terrorismo”.

L’INTERVENTO 

Di virus si muore, ebbene sì. Ce ne dimentichiamo spesso. ll cdc (center of disease control) fornisce dati di mortalità per morbillo nel 2018 di 140.000 (molti di questi bambini sotto i 5 anni), malattia peraltro completamente prevenibile con vaccino , e di 79.000 decessi per influenza con 48 milioni di persone ammalate e 959.000 ospedalizzazioni.
La reazione a questo coronavirus è assolutamente sproporzionata. E’ grave tutto ciò che sta accadendo in termini di chiusure, blocchi, panico e l’impatto che avrà sullo stato di salute economica dei piccoli lavoratori indipendenti, del terziario, di chi si occupa di accoglienza e ristorazione alla fine farà più vittime di un virus. Se tutto questa attenzione in isolamenti, blocchi e task force politico-amministrative venisse spesa in altro modo!

Ai tempi dell’AIDS molto fu investito in ricerca e da malattia mortale divenne curabile (anche se in Africa non è certo debellata). Questo coronavirus ucciderà molto di più indirettamente, per le proibizioni, le quarantene, i ghetti, i lazzaretti, causando danni alla vita delle persone, condannando a solitudine, isolamento, depressione, ostracismo, mancanza di sport, di scuola e università, di vita sociale, di anziani soli nelle RSA, di paesi recinti da mura virtuali, di forte regressione economica che pagheranno anche i più deboli. E ci si dimentica che non solo di influenza, ma di cancro o di malattie cardiovascolari si muore tanto, tanto di più. Per favore, mondo, rinsavisci. 

Adriana Albini, ricercatrice



Categorie:Attualità, Sanità

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