Coronavirus, la Regione chiede un’altra settimana di divieti. Sesto apre gli uffici comunali

Palazzo comunale.

  SESTO SAN GIOVANNI Il sindaco Di Stefano apporta delle modifiche all’ordinanza regionale e apre gli uffici del Comune a partire da lunedì 2 marzo: “Riapriamo gli uffici comunali, con alcune precauzioni per tutelare la salute di tutti. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, infatti, ha raccomandato di evitare il sovraffollamento negli uffici e di mantenere una distanza di sicurezza adeguata tra le persone. Quindi, da lunedì, gli uffici saranno aperti e tutti potranno entrare in Comune, ma un po’ alla volta. Sono giorni difficili per tutti, stiamo cercando di fare il possibile per offrirvi i servizi nelle condizioni più sicure per la salute.Vi ringraziamo per la pazienza e la collaborazione“, è il comunicato dell’amministrazione comunale.

A livello regionale c’è stata la comunicazione sulla situazione attuale: “In base ai casi accertati la
diffusione del virus e’ ancora circoscritta e l’incidenza e’ alta in alcune aree pari a circa al 4% della popolazione regionale. Il COVID-19 per il 90% dei pazienti e’ facilmente risolvibile, ma
nel restante 10% dei casi, soprattutto se anziani o con un quadro clinico compromesso, richiede il passaggio in terapia intensiva. Nelle zone ad alta incidenza gli ospedali (Codogno, Lodi, Cremona, Alzano) hanno dovuto affrontare situazioni emergenziali sia per l’elevato numero di casi, sia perche’ l’11% delle positivita’ riguarda operatori sanitari. Fino ad oggi il resto della rete ospedaliera e’ ancora in grado di dare risposta”.

Questo il comunicato di Regione Lombardia sottolineando come “dalle prime evidenze ogni soggetto positivo trasmette il COVID-19 ad altre 2 persone (r0=2). Se la diffusione si estende,
gli ospedali andranno in grave crisi non solo per i ricoveri da Coronavirus ma per tutti i pazienti. Infatti, sono numerose le patologie che richiedono il ricorso alle cure intensive ma i posti disponibili sono limitati“.

Le malattie che richiedono un ricovero in terapia intensiva – prosegue la Nota – sono molteplici e possono verificarsi in tutte le eta’; possono interessare i neonati, i pazienti malati da molto tempo o persone che poco prima stavano bene, come i soggetti traumatizzati o quelli sottoposti ad interventi chirurgici difficili ed impegnativi”.

Per questo – conclude la Nota – e’ stato necessario adottare le misure restrittive previste dal DPCM del 25 febbraio che, alla luce dei dati ad oggi disponibili, si sono rivelate corrette in
quanto consentono di contenere, o perlomeno rallentare, la diffusione del virus”.



Categorie:Attualità

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