L’INTERVISTA / Paolo Vino dei Giovani Sestesi attacca il presidente del consiglio Fiorino e la Giunta: “Hanno abolito il confronto, ucciso la democrazia e distrutto l’associazionismo”

Paolo Vino

  SESTO SAN GIOVANNI Paolo Vino, consigliere comunale e leader dei Giovani Sestesi, ha protestato duramente contro la scelta del Presidente del consiglio comunale Giovanni Fiorino, che nella commissione dei capigruppo ha deciso, col suo voto, di ridurre a soli cinque minuti gli interventi dei consiglieri sulle delibere (e a solo un minuto) la dichiarazione di voto.

Paolo Vino la protesta l’ha portata sui banchi del consiglio dell’altra sera, ma  è stato costretto ad abbandonare l’aula dopo che gli è stato impedito, dallo stesso presidente Fiorino, di manifestare il suo dissenso in silenzio, utilizzando i cinque minuti assegnati. Il presidente del consiglio Comunale ha detto chiaramente che lo faceva in base ad una “sua interpretazione”  di un articolo del regolamento. Di fronte a questa dichiarazione, il leader dei Giovani Sestesi, ha deciso di allontanarsi dall’aula in segno di protesta. A Paolo Vino abbiamo rivolto alcune domande per capire meglio ciò che è successo e il perchè del suo clamoroso gesto.
 
– Consigliere Vino, può spiegare esattamente cosa l’ha spinto a prendere questa  decisione?
 
L’ho fatto per portare a conoscenza della città il clima che si è instaurato in Consiglio comunale. Da quando si è insediata questa giunta si respira un’aria pesante. Il consiglio comunale è stato ridotto ad una passerella della maggioranza; prima con la modifica del regolamento che di fatto ha sterilizzato interpellanze e interrogazioni, strumenti indispensabili per ogni consigliere per esercitare il controllo delle attività e la propria iniziativa politica; poi con la riduzione degli spazi democratici nella conferenza dei capigruppo, dove impropriamente il Presidente ha deciso, col proprio voto, di avallare il volere della maggioranza, riducendo drasticamente il tempo a loro disposizione per discutere le delibere. Scelte che umiliano il ruolo e la funzione di consiglieri, accentra smisuratamente in mano alla Giunta il potere impedendo di fatti ogni tipo di discussione. Il Consiglio comunale è stato trasformato in un ratificatorio, senza potere: la democrazia è stata ridotta ai minimi termini”. 
 
– La scelta annunciata, che comunque le è stata impedita, di utilizzare i cinque minuti in silenzio in segno di protesta, non crede che sia una scelta forte, dirompente per certi versi?
 
“Certo: ho voluto manifestare tutto il mio dissenso contro l’umiliazione a cui  è stato sottoposto il Consiglio. Anche se dovessi farla da solo, è una battaglia di democrazia e di  libertà, che continuerò in tutte le sedi. Sia chiaro che su questi elementari ma essenziali principi, io non mollo. La città sta subendo molto. Il Palazzo comunale è diventato un bunker. Dall’inizio del mandato, la Giunta non ha fatto altro che distruggere il tessuto democratico. Subito ha avviato un duro e pretestuoso conflitto con l’associazionismo cittadino, sta smantellando la rete sociale. Sotto attacco, adesso, c’è il Geas Atletica, società dilettantistica che ha sfornato fior di campioni nazionali, mondiali e olimpici a cui si chiede un canone spropositato per poter continuare l’attività sul campo Dordoni. E poi c’è il Consiglio colpito al cuore nella sua funzione. Io non ci sto. Finché avrò voce mi farò sentire. Questa Giunta, e questa maggioranza, sono allergiche al confronto. Non lo reggono, non lo vogliono”.
 
– Qualcuno, cercando di schernirla, l’ha definita “piccolo Pannella”: la cosa la fa arrabbiare?
 
“Assolutamente no. Se questo qualcuno pensa di offendermi ha sbagliato di grosso. Pannella è stato un gigante della democrazia e della libertà. Oggi la politica è occupata da gnomi, signorsì, gente senza spina dorsale e senza un minimo di orgoglio personale, dei veri scalda sedie. Per molti occupare un ruolo istituzionale e trovarsi al bar a raccontare le barzellette è la stessa cosa. Mi chiamino pure “piccolo Pannella”, per me è un onore”.
 
– Da come la sentiamo carico, dobbiamo dedurre che la sua battaglia continuerà?
 
“Certo, siamo solo all’inizio. Io non mi arrendo. Sia chiaro che condurrò questa battaglia  a tutti  i livelli”.
 

Giovanni Fiorino (facebook)

 – Qualcuno si aspettava che chiedesse le dimissioni di Fiorino da presidente del consiglio comunale!

 
“Non c’è bisogno.  per quanto mi riguarda Fiorino, col suo atteggiamento, si è dimesso da solo, dimostrando incapacità e incompetenza”. (Raoul Rizzi)

 



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