Sesto, polemica rovente sulla proposta del sindaco Di Stefano di dedicare uno spazio a Gino Strada

Gino Strada

 SESTO SAN GIOVANNILa proposta del sindaco Roberto Di Stefano, di dedicare uno spazio pubblico a Gino Strada, fondatore di Emergency morto nei giorni scorsi, meritevole di essere ricordato, ha scatenato una ridda di polemiche perchè la proposta viene dal sindaco che a Sesto ha “cancellato” Emergency, togliendo la sede di via Giardini. La proposta è stata ritenuta una provocazione. Anche perchè sotto il post del sindaco ci sono stati commenti di condanna e giudizi spregevoli verso il fondatore di Emergency malvisto dal popolo di destra, al di là dei suoi meriti e demeriti come medico al fronte.

Il testo delle dichiarazioni del sindaco: “Avanzo a tutti i gruppi presenti in Consiglio comunale la proposta di intitolare a Gino Strada un luogo pubblico della nostra città. Trattandosi di una personalità scomparsa da meno di dieci anni, chiederemo al prefetto una deroga. Strada, nato a Sesto San Giovanni e fondatore di Emergency, è stato, e continuerà a esserlo, un simbolo della nostra città. Per l’impegno, la passione e il grande amore che ha messo in tutte le sue attività in Italia e all’estero, riteniamo doveroso che il suo nome e il suo ricordo vengano incisi per sempre in un luogo pubblico di Sesto San Giovanni“.

Le reazioni non si contano. Tra le più significative, dal punto di vista polemico, la risposta dell’ex assessore Felice Cagliani: “Signor sindaco, se penso che la sua giunta ha deliberato il ritiro dell’adesione a Pace In Comune “perché ritenuto non di interesse dell’Amministratore”, la sua dichiarazione di intestare un luogo pubblico di Sesto San Giovanni a Gino Strada trasuda ipocrisia ad ogni riga e puzza di volgare strumentalizzazione. Gino merita certamente l’intestazione di un luogo, ma lui alla politica ha sempre chiesto molto altro. Sindaco dia casa a chi non ce l’ha, garantisca assistenza a chi è in difficoltà, restituisca speranza a chi è disperato, apra la città a chi fugge dal proprio paese a causa della guerra o per fame, rispetti il diritto di culto, abbia cura e amore per la propria comunità. Allora sì, ma solo allora, Gino, che faticava a sorridere perché ha abitato l’inferno della guerra, le regalerà un sorriso. Se no si taccia per piacere”.

Ma c’è chi è stato molto più diretto sul piano politico, come Michele Foggetta di Sinistra italiana: “Quando una persona muore, nel ricordarlo, si dovrebbe lasciare fuori la politica, dice qualcuno. Ecco, io credo che sia una boiata pazzesca. Ognuno di noi è fatto non solo di carne e sangue ma anche di attimi, di scelte, di posizione prese. Gino Strada e Teresa Sarti, sestesi di cui siamo orgogliosi, non hanno sprecato un attimo della loro vita, non hanno perso occasioni per fare giuste scelte, hanno sempre preso posizioni chiare, nette e coerenti. Anche e soprattutto politiche nel senso più ampio del termine. Gino non ha mai usato un linguaggio politicamente corretto per rispondere a chi nella propria vita ha dimenticato cosa voglia dire essere Umani.

Quindi caro Sindaco Roberto Di Stefano, tu che solo oggi ti ricordi che “Uomo Straordinario” fosse Gino Strada, tu che non hai perso occasione per dividere le persone in “serie A” e “serie B”, tu che hai combattuto strenuamente contro tutto quello che Gino e Teresa hanno costruito e rappresentato, a te che mi vergogno di chiamare Sindaco, se lo ho compreso solo un poco, Gino avrebbe risposto con un semplice “fanculo”.

Non è vero che tutta la città piange questa creatura meravigliosa solo una parte lo piange, spero la grande parte ma di certo non tutta e tu, piccolo Podestà, al di là della tua solita ipocrisia, non sei tra questi. Ma chi lo piange lo piange forte, la parte sana della Città ha perso un grande combattente e, per questo, ci toccherà combattere ancora più forte”.


Categorie:Attualità, Politica

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