IL FATTO DEL GIORNO / Il caso Aiosa: c’era una volta il Pci che discuteva di politica senza attaccare le persone

 Le prese di posizione, tra cui la nostra, contro gli attacchi personali riversati alla nuova assessora al Commercio, hanno sollevato diverse reazioni. C’è chi sostiene che scelte o comportamenti personali che in qualche modo influiscono sulla sfera pubblica, siano legittimamente criticabili e censurabili. A sostegno si riporta il contributo chiesto e ottenuto dalla signora Aiosa, a seguito della chiusura della sua attività commerciale in pieno lockdown, contributo ritenuto non legittimo dallo Stato che ha richiesto indietro i soldi.

Su questo vogliamo solo dire che in quel periodo la confusione era totale. Siamo a conoscenza di diverse attività, ben più strutturate della profumeria della Aiosa, che si sono ritrovate nella stessa situazione. Se poi si fa riferimento ad alcune difficoltà nella gestione complessiva dell’attività quale argomento di incompetenza, la cosa diventa abbastanza ridicola.

Tutti quelli che vivono nel commercio, sanno benissimo che non esiste nessuna certezza nel consolidamento del fatturato, ed oggi a maggior ragione. La sfera personale va rispettata, lasciamo alla politica becera questi argomenti.

Nel 1970 dopo le elezioni amministrative, che registrarono un calo del Pci e un’avanzata del Psi, questi ultimi chiesero il sindaco. Nel Pci sestese si visse un dramma collettivo, per la prima volta nella Stalingrado d’Italia non ci sarebbe stato un sindaco comunista. Ci furono momenti di tensione tra i due partiti, che portarono alla formazione della giunta solo dopo ben quattro mesi dall’elezione, durante i quali si svilupparono feroci critiche da parte di settori del PCI, contro Libero Biagi designato sindaco dal Psi, che colpivano la sfera personale.

Giuseppe Carrà, sindaco uscente e il più penalizzato da questa scelta, in una drammatica assemblea che doveva dare il via libera all’accordo che portava Biagi a guidare la nuova amministrazione, di fronte a chi insinuava su Biagi, si alzò furioso e disse: “Siamo Il PCI, una comunità di persone serie che discute di politica e lavora per il bene di Sesto. Basta insinuazioni. Eventuali critiche “politiche” se e quando saranno necessarie, le faremo a tempo debito. Ma mai sul piano personale“.

Quello era il PCI, un partito con la P maiuscola. (R. R.)



Categorie:Attualità, Politica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: