La Tazzina di Caffè

 ® C‘è chi si stupisce della declassificazione di Sesto a pura periferia di Milano. Lo fa oggi e solo oggi, dopo l’intervista di Abbadessa, general manager di Milanosesto sullo sviluppo delle aree Falck. Eppure questo processo di emarginazione politica, sociale e culturale inizia da lontano; dal non aver saputo coniugare sviluppo urbanistico e ricostruzione identitaria della città.

La Città della Salute cosi come concepita, senza nessun intervento di raccordo con la città costruita, non poteva che produrre questi risultati. È un intervento, che aldilà della sua valenza ospedaliera tesa all’ampliamento di strutture già esistenti, è diventato lo specchietto delle allodole per operazioni immobiliari che proiettano il loro interesse sulla dimensione del capoluogo come valenza finanziaria.

A questo si aggiunge un’amministrazione priva di capacità e di progettualità che si è legata mani e piedi a questo disegno. Basta leggere, anche superficialmente, le revisioni apportate dalla giunta Di Stefano al progetto e al Pgt. Non è necessario essere tecnici, basta una minima visione politica. Ma tant’è.  Il problema è che Sesto, ormai  non sembra più in grado di offrire nessuna alternativa a questa desertificazione.

Per la serie: “Panta rei. Dall’ex Stalingrado è tutto!“.



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