Il sindaco Di Stefano decide e i cittadini pagano: discutibile le scelte inserite nello staff secondo “Città in Comune”

Mari Pagani

  SESTO SAN GIOVANNI – Parola d’ordine: vigilare costantemente su tutte le scelte che il sindaco e la sua giunta faranno e informare i sestesi, anche perché le scelte operate con una certa autorità (seppure nell’ambito dei regolamenti e delle leggi) danno il senso di operare in piena libertà e autonomia, senza tenere conto che si tratta di soldi pubblici. E’ questo il senso dell’intervento che la formazione politica “Città in Comune” ha pubblicato, entrando nei particolari delle prime decisioni.

Le scelte di un’amministrazione comunale – scrivono i rappresentanti della lista che ha portato in aula consiliare Mari Pagani – ricadono sempre sulla città, anche quando sembrano scelte ininfluenti e lontane dalle necessità della vita quotidiana.
Uno degli impegni che ci assumiamo è quello di valutare ogni atto della nuova amministrazione per esaminarne le conseguenze, informare chi sarà interessato e fare un’opposizione forte e decisa nel territorio e in Consiglio Comunale.
I primi atti di questa amministrazione che molti conoscono già:
– i festeggiamenti della notte del 26 giugno nell’aula consigliare con futuri assessori e consiglieri comunali (oltre ad attuali assessori regionali e parlamentari europei) scatenati in cori da stadio, salti sui tavoli e offese agli avversari;
– la nomina della nuova giunta con spacchettamenti di importanti assessorati (urbanistica separata da demanio) o accorpamenti discutibili (cultura e sicurezza) che sembrano rispondere più a necessità di spartizione di poltrone che a reali riconoscimenti di competenze. Ricordiamo che ogni assessore percepisce € 3.726 lorde mensili a seguito dell’aumento che la giunta precedente ha deliberato in tutta fretta il 31 dicembre scorso;
– l’assunzione immediata a tempo pieno dei componenti lo staff del sindaco nelle persone di Marcella Del Vecchio, confermata nel ruolo, Tullio Attanasio, che dovrà dimettersi da consigliere comunale per scegliere la carica ben più remunerativa di dipendente pubblico, rispetto all’esiguo gettone di presenza di consigliere comunale, e Luna Brudaglio, già assistente (o ancora tale) della parlamentare europea Silvia Sardone e vicina a Lealtà ed Azione, movimento neonazista di cui si è chiesto al Parlamento lo scioglimento.
Le assunzioni di collaboratori dello staff del sindaco, che per legge si possono fare, sono pagate dalle tasse dei cittadini che hanno diritto di conoscere i motivi di queste scelte e le competenze di queste persone, i cui curriculum non sembrano evidenziare, poiché devono svolgere “le funzioni di indirizzo, di controllo e di assistenza agli organi di governo dell’ente”.
Chiunque governi una città o gestisca la “cosa pubblica” deve seguire l’interesse dei cittadini, il bene di tutte le donne e di tutti gli uomini che si rappresentano e per cui si lavora. Per questo c’è la necessità di avere competenze e capacità di governo in tutti i ruoli previsti, c’è la necessità di far crescere nei cittadini la fiducia nel compito della politica come soggetto di tutela dei diritti di tutti (e l’alto astensionismo purtroppo dimostra il contrario), c’è la necessità di esprimere rispetto per le istituzioni e i luoghi che rappresentano la casa comune di tutti i cittadini dove il rispetto delle parti e delle idee sono il primo atto di democrazia.
A poco più di dieci giorni dal voto Roberto Di Stefano e le forze politiche che lo sostengono hanno invece negato e calpestato l’interesse pubblico: Sesto San Giovanni è già caduta ostaggio di un sindaco che al suo secondo mandato sembra sentirsi libero di compiere scelte di cui fra cinque anni non dovrà rispondere di fronte all’elettorato poiché non rieleggibile.
In questa legislatura tutte le forze di opposizione devono svolgere l’importante ruolo di controllo, denuncia e proposta per rappresentare insieme l’alternativa possibile a questo modo di governare la città. Dobbiamo farlo insieme con i cittadini e le cittadine che col proprio voto e con la propria partecipazione chiedono che siano difesi i propri diritti, i propri valori e le proprie istanze. Perché solo grazie alla partecipazione di ognuno e ognuna possiamo fare la differenza”.


Categorie:Attualità, Politica

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