Il monito di Tiziana Demma, candidata al senato: “Basta polemiche sul fascismo, pensiamo ai problemi reali da affrontare”

Tiziana Demma

 SESTO SAN GIOVANNI – Isabella Rauti e Emanuele Fiano, con le loro schermaglie e i toni esasperati, danno un cattivo esempio ai giovani, mostrando quello che la politica non deve essere. E perdono di vista il nostro collegio elettorale, quello di Sesto San Giovanni, Legnano e l’Alto milanese”, che è pieno di istanze da rappresentare con efficacia a Roma. È un richiamo alla concretezza quello indirizzato ai competitor da Tiziana Demma, candidata al Senato per il Terzo Polo allo stesso collegio uninominale.

Per Demma l’antifascismo non è in discussione, è un punto fermo, ma in una fase così difficile per l’Italia, con la crisi che morde e il caro energia che mette in ginocchio famiglie e imprese, la priorità è dare risposte alle tante istanze del territorio. “La sfida che lancio a Rauti e Fiano è questa – dice – : la memoria del passato è importante, fondamentale ma non basta. Il 25 settembre si vota per dare risposte ai problemi di oggi”.

Demma tende anche una mano ai due rivali. “Sediamoci attorno ad un tavolo – dice –  mettendo da parte la nostra individualità. Confrontiamoci sulle problematiche difficili e complesse che appartengono al nostro collegio e che rappresentano uno spaccato dell’Italia oggi in grave difficoltà economica e di disagio sociale”.  Da civica, inoltre, pensa al ‘dopo’. E a creare un pool trasversale per dare risposte rapide ed efficaci.  “L’obiettivo – dice – è creare una squadra ora in funzione delle esigenze” di un’area ampia, che negli ultimi anni ha subito profonde trasformazioni. Un appello accorato, soprattutto dopo le schermaglie tra i due candidati di Fdi e Pd che portano cognomi e hanno storie importanti, intrecciate con le pagine più complesse della storia d’Italia.
Ma anche la vicenda Demma, siciliana ma milanese di adozione, avvocato e attiva nel settore della Sanità, è legata strettamente alla sua terra d’origine e alla Lombardia. È figlia di una famiglia di imprenditori, il padre “ha fatto impresa in un periodo storico difficilissimo dove le cosche mafiose avevano il presidio del territorio, un padre che rinuncia ad un patrimonio cospicuo in nome della legalità morendo a soli 46 anni nell’apice della sua carriera pubblica e politica, un eroe invisibile come tanti altri”.
Demma porta “un cognome che ha continuato ad essere presente nella politica degli anni Novanta in Sicilia in ruoli istituzionali”. Alle spalle ha un lungo percorso di politica “di base”. Presidente nazionale dei “Circoli Insieme per il Meridione”, in accordo federativo di Cambiamo di Giovanni Toti nel 2020 si colloca sul piano nazionale collaborando anche con tutto il centro destra in queste ultime competizioni elettorali che l’hanno vista soprattutto impegnata con le sue strutture capillari nelle regioni di Marche, Abruzzo, Calabria, Campania e Lazio.
Nelle Marche e in Abruzzo si è impegnata in azioni a favore della sanità sociale, tra cui la sua battaglia a fianco di Autismo Abruzzo, in prima linea sempre per il terzo settore, premio internazionale Book of peace 2020 per l’impegno sociale e la promozione alla cultura della legalità. Demma ha poi combattuto ed è a fianco degli autotrasportatori evitando uno sciopero che avrebbe paralizzato l’Italia e di cui le istanze sono state già depositate al Governo.
 A Milano, con la Fondazione Maimeri e la Triennale, ha portato avanti iniziative contro il bullismo in collaborazione con il professor Luca Bernardo, già candidato sindaco del centrodestra, e la Casa Pediatrica del Fatebenefratelli “ideando le chiocciole” per i ragazzi. Ha lavorato a favore delle donne e della loro presenza sui luoghi di lavoro. “Non voglio più sentir parlare di quote rosa – dice – ma di professionalità. E le donne devono essere in condizioni di esprimerla”. “Abbiamo dimostrato che con una start up, senza un euro e con la forza delle idee, abbiamo creato rete e servizi”, racconta. Tra le battaglie, anche quella a favore delle uniformi in congedo.
Nel mio staff – fa notare – c’è il generale in congedo Michele Scillia, che ha lavorato con i Presidenti della Repubblica Ciampi e Napolitano ed è fautore della riforma che ha permesso alle donne l’ingresso alle forze armate”. “Abbiamo riportato tutta la forza del Sud, mettendola in rete con delle realtà a Milano e al Nord e intermediando con le istituzioni”, sottolinea Demma.
Anche per questo Matteo Renzi le ha affidato il difficile compito di ‘espugnare’ la Stalingrado d’Italia, oggi diventata feudo del centrodestra. Un collegio ‘caldo’, per il quale si era fatto il nome di Albertini e di tanti altri big della politica. “Nel mio collegio – racconta – c’è uno spaccato di Italia, che non appartiene solo al Nord, ma anche al Sud” vista l’alta concentrazione di residenti di origine pugliese, siciliana, calabrese. Ma anche di residenti stranieri. “Si tratta di una realtà inclusiva e io rappresento un po’ tutte queste situazioni che fanno Italia. Faccio parte di quell’elettorato sfiduciato e lavoratore che ha deciso di scendere in campo con tutta la squadra per non lasciare morire un Paese straordinario per spirito di sacrificio e genialità creativa, fattiva come l’Italia – conclude – l’Italia sul serio!”


Categorie:Attualità, Politica

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